
Con la morte di Valentino Garavani si è aperto il capitolo relativo all’eredità del celebre couturier. Non si tratta del marchio di moda, da anni fuori dal suo controllo, ma del patrimonio personale accumulato in oltre sessant’anni di attività. In assenza di discendenti diretti e di un coniuge, la successione riguarderà principalmente le persone a lui più vicine e le strutture create per gestire i suoi beni.
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Valentino Garavani, eredità e patrimonio personale
Il nome indicato come più vicino, sia sul piano umano che su quello della gestione degli asset, è quello di Giancarlo Giammetti. Compagno di vita e socio storico, Giammetti ha condiviso con Valentino la supervisione di società e strumenti dedicati all’amministrazione del patrimonio e dei progetti dello stilista. È ritenuto una figura chiave per assicurare continuità alla Fondazione Valentino Garavani e Giancarlo Giammetti, che ha il compito di preservare l’eredità culturale e materiale del designer.
Gli eredi affettivi e il ruolo del nucleo più vicino
Nel gruppo più ristretto delle persone legate a Valentino Garavani compaiono i fratelli Sean e Anthony Sax, cresciuti per anni nel suo ambiente privato e spesso descritti come figli “adottivi” in senso affettivo. In questo contesto familiare allargato, la loro posizione viene considerata rilevante in relazione alla possibile destinazione di una parte degli immobili e delle risorse finanziarie, maturata all’interno di un rapporto consolidato nel tempo.
Tra le figure di lungo corso intorno allo stilista spicca anche Bruce Hoeksema, collaboratore di fiducia e presenza stabile nella vita quotidiana e nella sfera privata di Garavani. Nel quadro della successione, vengono richiamati anche altri collaboratori storici e personale domestico che hanno accompagnato lo stilista per decenni, spesso indicati come una vera e propria famiglia di supporto.
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