
I nei fanno parte della vita di quasi tutti e, nella maggioranza dei casi, non rappresentano un pericolo. Tuttavia, quando cambiano aspetto o compaiono nuove lesioni sulla pelle, è importante non sottovalutare i segnali che il nostro corpo può inviare. La diagnosi precoce continua infatti a rappresentare l’arma più efficace contro il melanoma, una delle forme più aggressive di tumore cutaneo.
A fare chiarezza è il professor Santo Raffaele Mercuri, primario di Dermatologia dell’IRCCS Ospedale San Raffaele, che in un’intervista a Fanpage ha spiegato quali sono i campanelli d’allarme da osservare e quali falsi miti andrebbero definitivamente superati.
La regola ABCDE per riconoscere un neo sospetto
Secondo Mercuri, il criterio più importante non è il colore del neo né il fatto che sia sporgente o particolarmente evidente. Ciò che conta davvero è osservare se una lesione appare diversa dalle altre o se modifica le proprie caratteristiche nel tempo.
Per questo motivo i dermatologi utilizzano la cosiddetta regola ABCDE, uno strumento semplice ma fondamentale per individuare possibili segnali di rischio. La lettera A indica l’asimmetria, la B i bordi irregolari, la C un colore non uniforme, la D le dimensioni superiori ai sei millimetri e la E l’evoluzione, cioè qualsiasi cambiamento progressivo di forma, colore o dimensioni.
Lo specialista richiama inoltre il concetto del cosiddetto “brutto anatroccolo”: un neo che appare diverso da tutti gli altri presenti sulla stessa persona merita sempre una valutazione approfondita, anche quando non presenta caratteristiche particolarmente evidenti.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva