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Nei e tumori della pelle, il dermatologo avverte: “Fate attenzione a questo”

Non tutti i cambiamenti sono pericolosi

Uno degli aspetti sottolineati dal dermatologo riguarda la tendenza a considerare ogni modifica di un neo come un possibile tumore. In realtà non è sempre così.

Mercuri spiega che alcuni nei possono modificarsi naturalmente nel corso della vita. Nei bambini e nei giovani possono crescere, durante la gravidanza possono diventare più evidenti e dopo l’esposizione al sole possono temporaneamente scurirsi. Anche l’invecchiamento può alterarne l’aspetto senza che questo rappresenti necessariamente un problema.

A richiedere attenzione sono invece i cambiamenti rapidi, progressivi e disordinati, come una crescita asimmetrica, la comparsa di colori differenti, il sanguinamento spontaneo o l’emergere di una nuova lesione particolarmente diversa dalle altre. In questi casi è opportuno rivolgersi a uno specialista senza attendere ulteriori evoluzioni.

Avere molti nei aumenta il rischio?

Secondo il primario del San Raffaele, il numero dei nei rappresenta effettivamente un fattore di rischio, ma non deve essere interpretato in modo allarmistico.

Avere molti nei non significa automaticamente sviluppare un melanoma. Tuttavia, gli studi scientifici mostrano che il rischio aumenta progressivamente con il numero complessivo delle lesioni pigmentate, soprattutto quando sono presenti nei atipici.

Per questo motivo le persone con numerosi nei, una familiarità per melanoma o caratteristiche come pelle molto chiara, capelli rossi, occhi chiari o condizioni di immunosoppressione dovrebbero sottoporsi a controlli dermatologici più accurati e regolari, eventualmente associati a dermatoscopia digitale e fotografia total body.

Il falso mito dei nei scuri e sporgenti

Tra le convinzioni più diffuse c’è quella secondo cui un neo molto scuro o particolarmente sporgente sarebbe automaticamente più pericoloso. Mercuri invita però a non fermarsi alle apparenze.

Un neo in rilievo può essere semplicemente una lesione benigna, così come un neo molto pigmentato può risultare perfettamente innocuo. Ciò che conta è sempre il comportamento complessivo della lesione e la sua eventuale evoluzione nel tempo.

Lo specialista richiama anche l’attenzione sulle forme nodulari di melanoma, che talvolta non rispettano pienamente la regola ABCDE. In questi casi viene utilizzato anche l’acronimo EGF, che fa riferimento a lesioni rilevate, in crescita e particolarmente consistenti al tatto. :contentReference[oaicite:4]{index=4}

Quando prurito e sanguinamento devono preoccupare

Un altro tema frequentemente fonte di ansia riguarda il prurito o il sanguinamento di un neo.

Secondo Mercuri, questi sintomi non indicano automaticamente la presenza di un melanoma. Un neo può irritarsi a causa di sfregamenti, rasatura o piccoli traumi quotidiani. Tuttavia, quando il sanguinamento compare spontaneamente o si ripete nel tempo senza una causa evidente, è necessario sottoporsi a una visita specialistica.

Anche la presenza di dolore persistente, croste, ulcerazioni o modifiche improvvise dell’aspetto della lesione rappresenta un segnale che non dovrebbe essere ignorato. :contentReference[oaicite:5]{index=5}

La mappatura dei nei e l’importanza della prevenzione

Nel corso dell’intervista il dermatologo ha spiegato anche il ruolo della cosiddetta mappatura dei nei, spesso indicata come uno degli strumenti più efficaci nella prevenzione dei tumori cutanei.

La valutazione comprende l’esame clinico completo della pelle, la dermatoscopia e, nei soggetti più a rischio, l’archiviazione digitale delle immagini per confrontare nel tempo eventuali cambiamenti. Non esiste però una frequenza uguale per tutti.

Chi presenta pochi nei e non ha particolari fattori di rischio può seguire i controlli stabiliti dal proprio dermatologo. Diverso il caso di chi ha molti nei, familiarità per melanoma o altre condizioni predisponenti, per i quali possono essere necessari monitoraggi più frequenti. :contentReference[oaicite:6]{index=6}

Il sole resta il principale nemico della pelle

Tra tutti i fattori di rischio, l’esposizione ai raggi ultravioletti continua a occupare un posto centrale. Mercuri ricorda che il sole rappresenta il principale fattore ambientale associato allo sviluppo del melanoma e di altri tumori cutanei.

Particolarmente pericolose risultano le esposizioni intense e intermittenti, tipiche delle vacanze estive o delle lunghe giornate all’aperto senza adeguata protezione. Per questo la prevenzione non passa soltanto dal controllo dei nei, ma anche dall’uso corretto delle creme solari, dall’evitare le scottature e dal limitare l’utilizzo di lampade e lettini abbronzanti.

Un messaggio che gli specialisti ripetono da anni ma che continua a rappresentare la strategia più efficace per proteggere la salute della pelle e ridurre il rischio di tumori cutanei. :contentReference[oaicite:7]{index=7}

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