La posizione della difesa di Andrea Sempio
A contestare l’interpretazione dell’accusa è Armando Palmegiani, consulente tecnico di Andrea Sempio. Intervenuto in collegamento con la trasmissione di Rete 4, l’esperto ha posto l’accento anzitutto sulla possibilità di attribuire l’impronta a una persona specifica.
Palmegiani ha dichiarato: “Procura parla di 15 punti identificativi e li attribuisce a Sempio ma noi non siamo d’accordo, diciamo che non è identificabile, potrebbe essere di Sempio come di chiunque”. Per la difesa, dunque, il dato tecnico non permetterebbe di individuare con certezza l’autore della traccia.
Il consulente ha inoltre richiamato la questione della sostanza presente sull’impronta, sostenendo che non vi sarebbero elementi idonei a qualificarla come sangue. È un passaggio centrale, perché la presenza di sangue potrebbe incidere sull’interpretazione della traccia e sulla sua eventuale connessione con la scena del delitto.
“Detto questo, la Procura non ha fatto nessuna relazione che indica o suppone che quello sia stato generato con il sangue. Credo il 19 maggio del 2025 c’è stato un comunicato stampa dalla Procura, se non ricordo male, che dice che l’impronta non è sangue ma era il colore della ninidrina, quindi per noi rimane ancora quella. Poi, più avanti, se dovesse contestarlo, ovviamente attualmente non ha fatto, noi abbiamo le nostre relazioni che stiamo terminando, ma queste sono cose in itinere, no? Perché la Procura non ce l’ha contestato”.

“La procura non ha fatto alcuna relazione che indichi o supponga che l’impronta 33 sia stata generata con il sangue”
— Zona Bianca (@zona_bianca) July 27, 2026
Armando Palmegiani a #ZonaBianca pic.twitter.com/lA9osfddJN
Gli accertamenti ancora in corso sul caso Garlasco
Il confronto sulla traccia 33 si inserisce in una vicenda complessa, caratterizzata da analisi tecniche, verifiche documentali e posizioni processuali che restano oggetto di discussione. L’inchiesta sul delitto di Garlasco continua a muoversi tra elementi già acquisiti e nuove valutazioni sul materiale disponibile.
Per la difesa di Andrea Sempio, l’assenza di un’attribuzione certa e di una dimostrazione scientifica della presenza di sangue ridimensionerebbe il ruolo dell’impronta. In particolare, verrebbe contestata la conclusione secondo cui quella traccia collocherebbe l’indagato sulle scale della villetta nei momenti immediatamente successivi all’omicidio.
Per gli inquirenti, invece, la traccia resta un elemento che deve essere letto insieme agli altri dati dell’indagine. La sua valutazione non dipenderà soltanto dall’esame isolato dell’impronta, ma dall’insieme delle consulenze, dei rilievi e delle verifiche che potranno essere prodotti nel prosieguo della procedura.
Al momento non è possibile stabilire quale ricostruzione troverà conferma. La vicenda resta aperta e gli sviluppi degli accertamenti sul caso Garlasco saranno determinanti per chiarire l’effettiva attribuibilità della traccia 33, la sua natura e il suo peso nell’indagine che riguarda Andrea Sempio.