
Il Mondiale negli Stati Uniti si è concluso con un episodio che ha attirato l’attenzione ben oltre il risultato sportivo. Durante la cerimonia successiva alla finale del MetLife Stadium, il presidente americano Donald Trump è rimasto per alcuni istanti sul palco accanto alla nazionale spagnola, fresca campione del mondo. Quando i giocatori hanno preparato la tradizionale fotografia della vittoria, riservata alla squadra, Trump si è poi spostato, lasciando spazio ai protagonisti del campo.
La sequenza ha chiuso una competizione caratterizzata da una forte presenza istituzionale e politica. Per quaranta giorni il torneo ha unito grandi appuntamenti calcistici e questioni organizzative che hanno animato il dibattito pubblico: dal nuovo formato allargato alle difficoltà segnalate in relazione agli ingressi nel Paese, fino ai costi sostenuti da molti tifosi per assistere alle partite.
Nel corso del Mondiale 2026, inoltre, non sono mancate le polemiche. Tra i temi più discussi è rientrato il caso di un centravanti prima squalificato e successivamente impiegato in campo. Secondo diverse ricostruzioni circolate durante la manifestazione, la decisione sarebbe maturata anche dopo un intervento ai massimi livelli, circostanza che ha alimentato richieste di chiarimento e discussioni sul rispetto delle procedure.
Al centro dell’attenzione è rimasto anche il rapporto tra Donald Trump e il presidente della FIFA Gianni Infantino. I due hanno partecipato insieme a diversi eventi legati alla competizione e la loro intesa è stata una delle immagini ricorrenti del torneo. Una presenza costante che, per molti osservatori, ha reso particolarmente evidente il peso assunto dagli aspetti istituzionali attorno alla Coppa del Mondo.