Valori attesi e città più a rischio
Le ultime proiezioni dei modelli meteorologici indicano massime in crescita fino a 33-34 gradi in numerose località del Centro-Nord. In presenza di elevata umidità relativa, la percezione del caldo può risultare superiore al valore misurato, specie nelle città con scarsa ventilazione e forte urbanizzazione, dove l’accumulo di calore è più marcato.
La risalita delle temperature potrebbe essere accompagnata da un aumento delle notti tropicali, cioè notti con temperature che faticano a scendere sotto determinate soglie nelle aree urbane. Questo aspetto è rilevante perché riduce il recupero fisiologico, soprattutto per anziani, soggetti fragili e persone che vivono in ambienti poco ventilati.
Il bollino giallo non segnala un’emergenza generalizzata, ma indica condizioni che possono precedere fasi più impegnative, richiedendo attenzione soprattutto per categorie vulnerabili. Al contrario, il bollino verde rappresenta un livello di rischio minimo: non esclude il caldo, ma segnala che non sono attese criticità diffuse per la popolazione in condizioni di salute standard.

Durata della fase calda e quadro della prossima settimana
Gli esperti non si attendono un esaurimento rapido della nuova ondata. L’alta pressione, infatti, è indicata come dominante per una parte significativa della prossima settimana, favorendo un contesto pienamente estivo e temperature superiori alle medie tipiche del periodo in diverse zone del Paese.
In queste condizioni, l’evoluzione può risultare lenta: la persistenza dell’anticiclone tende a mantenere il caldo su valori elevati per più giorni consecutivi. Eventuali variazioni dipendono dall’eventuale capacità delle correnti atlantiche di ritagliarsi varchi sul Mediterraneo, ma al momento lo scenario prevalente resta orientato verso stabilità e caldo.
Il quadro rimane comunque soggetto ad aggiornamenti, perché le traiettorie delle masse d’aria e l’intensità dell’alta pressione possono cambiare nei giorni successivi. Per questo, i prossimi bollettini e le nuove elaborazioni dei modelli potranno definire con maggiore precisione la distribuzione territoriale dei picchi termici e l’eventuale evoluzione dei livelli di allerta nelle città monitorate.