
Purtroppo sono tante le storie scabrose di abusi che hanno per protagonisti dei bambini. Il cuore della piccola Kyhesha-Lee Joughin ha cessato di battere a soli 3 anni. La piccola è morta dopo essere stata violentata dal padre, Matthew Lee Williamson. Il terribile fatto di cronaca, che ha scosso il mondo del web, risale al marzo del 2013. Una notizia drammatica che ha preso a diffondersi soprattutto nel 2017 grazie a siti stranieri come “Abc News”, che hanno seguito tutto l’iter del processo. Leggi anche l’articolo —> La storia incredibile di Alex Lewis, sopravvissuto ad un batterio killer

Padre abusa della figlia di 3 anni: la bimba trovata morta in casa
Mano mano sono emersi negli anni diversi particolari dolorosi sul terribile caso di Kyhesha-Lee Joughin. Pare che il padre-orco, vedendo la figlia riversa a terra, anziché allertare immediatamente i soccorsi, come se nulla fosse successo, è uscito per andare al bar. A lanciare l’allarme è stato infatti un vicino, tale Christopher Kent. Per la piccola però non c’era più nulla da fare: la corsa in ospedale si è rivelata inutile. I medici non hanno potuto far altro che constarne l’avvenuto decesso. (continua a leggere dopo le foto)

Cosa dice l’autopsia: dettagli scabrosi
Per far luce sulle cause della morte, il corpicino di Kyhesha-Lee Joughin è stato sottoposto ad esame autoptico. Quello che è emerso è sconcertante: la bambina aveva già subito abusi sessuali e fisici in passato. La ragazzina sarebbe deceduta infatti dopo aver subito violenze sessuali da parte del padre. Nel referto medico si legge: “Le lesioni con cui la piccola è arrivata in ospedale erano molto gravi tra cui diverse contusioni al viso, tagli all’orecchio e sul labbro e una ferita allo stomaco compatibile con un pugno o, più probabilmente, un calcio. Sul suo corpo inoltre sono state riscontrate altre ferite non completamente guarite che fanno pensare ad abusi precedenti”. (continua a leggere dopo le foto)


Padre abusa della figlia di 3 anni: la testimonianza choc di un vicino
E la testimonianza di Christopher Kent, che conosceva bene Matthew Lee Williamson, è sconcertante: avrebbe compiuto sulla bimba le peggiori sevizie. “Dormiva tutto il giorno e chiudeva la figlia nella camera assieme a lui, a volte facendola dormire sul pavimento. Per fare in modo che non uscisse di nascosto legava una corda alla maniglia“, le parole dell’uomo. Un resoconto choc, che fa capire quanto Matthew Lee Williamson fosse disturbato. Leggi anche l’articolo —> Infermiere aiuta una donna che partorisce in macchina, poi il marito gli offre 100mila euro