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Preso a schiaffi dal collega, gelo in FdI: “Adesso basta, denuncio”

Un episodio avvenuto durante un congresso provinciale ha acceso i riflettori su una vicenda interna a Fratelli d’Italia, finita ora all’attenzione delle autorità. Al centro del caso c’è una presunta aggressione tra due militanti, avvenuta davanti ad altri partecipanti e sfociata in una denuncia formale ai carabinieri.

Il fatto si inserisce in un contesto già delicato per le dinamiche interne del movimento giovanile, e rischia di avere ripercussioni politiche oltre che giudiziarie. A pesare non è solo l’episodio in sé, ma anche il clima che emerge dal racconto dei protagonisti e dai precedenti citati.

La denuncia: “Afferrato per il collo e schiaffeggiato”

A presentare denuncia è stato Filippo Mosticone, 25 anni, referente cittadino del partito a Sora. Secondo quanto riportato, il giovane avrebbe subito un’aggressione da parte di Massimiliano Bruni, figura legata all’organizzazione locale e indicata anche come assistente dell’europarlamentare Nicola Procaccini.

Nella denuncia, Mosticone descrive una dinamica precisa: sarebbe stato prima strattonato, poi afferrato al collo con entrambe le mani e spinto verso la strada, con il rischio – secondo il suo racconto – di essere investito dalle auto in transito. Successivamente sarebbe arrivato anche uno schiaffo al volto.

L’aggressione, sempre secondo quanto dichiarato, si sarebbe interrotta solo grazie all’intervento di altre persone presenti al congresso. Gli investigatori dovranno ora verificare la ricostruzione dei fatti attraverso testimonianze e eventuali riscontri.

Dove e quando è successo: il congresso di Gioventù Nazionale

L’episodio sarebbe avvenuto il 17 aprile, durante un congresso di Gioventù Nazionale, nei pressi dell’Hotel Memmina, struttura che ospitava l’evento a Frosinone.

Secondo le informazioni disponibili, tutto sarebbe partito da una discussione tra i due, degenerata rapidamente. Si tratta di un contesto pubblico e politicamente rilevante, elemento che contribuisce a rendere il caso ancora più delicato, soprattutto per l’immagine del movimento.

Dal lato opposto, Bruni ha fornito una versione diversa dei fatti, dichiarando di essere stato provocato e di aver reagito a una situazione di tensione. Saranno comunque le autorità competenti a stabilire cosa sia realmente accaduto.

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