La nuova versione sui compensi e il ruolo di Massimo Lovati
In un primo momento, Simone Grassi aveva dichiarato pubblicamente: “La mia retribuzione è stata l’esposizione mediatica in televisione e sui giornali”. In seguito, davanti agli inquirenti, la ricostruzione sarebbe cambiata: l’ex avvocato avrebbe riferito di una somma pari a 15mila euro a testa, per un totale di 45mila euro suddiviso tra i tre componenti della difesa.
Nella versione resa agli investigatori, Grassi avrebbe indicato Massimo Lovati come il professionista che avrebbe concordato “la cifra di 45 mila euro”. I soldi sarebbero stati consegnati in contanti dalla famiglia Sempio e poi ripartiti tra i legali. Saranno gli atti, le dichiarazioni e gli eventuali riscontri documentali a chiarire tempi e modalità di quei versamenti.
Caso Garlasco: le parole di Simone Grassi, ex legale di Sempio, sul sistema di pagamenti della famiglia. https://t.co/TTeM36IgvT
— Ore 11 (@Ore11official) October 5, 2026
I 45mila euro della famiglia Sempio e le dichiarazioni dei genitori
La famiglia Sempio ha sempre ricondotto quelle uscite alle necessità della difesa di Andrea. La madre, Daniela Ferrari, aveva spiegato che le somme venivano richieste per la gestione delle pratiche e dei documenti: “Ci dicevano che ci servivano per le carte. Dagli avvocati ci andavano sempre mio marito e mio figlio e quando tornavano ci dicevano che gli servivano per le carte”.
Anche il padre, Giuseppe Sempio, interrogato sulla consistenza delle spese affrontate in un periodo circoscritto, aveva descritto il rapporto di affidamento della famiglia nei confronti dei professionisti. Le sue parole sono tornate oggi al centro dell’attenzione: “Noi eravamo nelle loro mani e non sapevamo una virgola di cosa facessero, eravamo in loro balia”.
Il punto da chiarire, dunque, non riguarda soltanto l’importo complessivo, ma l’esatta destinazione delle somme e la sequenza dei pagamenti. Le differenze tra le dichiarazioni rese dagli ex legali alimentano un confronto che resta separato dalla ricostruzione dell’omicidio di Chiara Poggi, pur inserendosi nel più ampio scenario giudiziario legato al delitto di Garlasco.
Caso Garlasco, il dibattito sui social e gli accertamenti da svolgere
Il servizio trasmesso da Ore 11 ha rilanciato il confronto anche sui social. Molti commenti si sono concentrati sulla necessità di ricostruire con precisione chi abbia ricevuto il denaro e per quali attività professionali. Altri utenti hanno evidenziato la distanza tra le diverse versioni emerse nel tempo, chiedendo verifiche su cifre, date e modalità di consegna.
Non manca, tuttavia, chi invita a mantenere distinti i piani della vicenda. I pagamenti relativi alla difesa, da soli, non costituiscono una prova sulle responsabilità per l’omicidio e non possono essere trasformati in conclusioni anticipate. Il punto, semmai, è stabilire se le dichiarazioni trovino conferma negli atti e negli accertamenti degli investigatori.
Mentre le nuove indagini su Andrea Sempio arrivano alla loro conclusione formale, il capitolo dei 45mila euro resta quindi uno degli aspetti più delicati e discussi. Le prossime iniziative della Procura e della difesa potranno offrire ulteriori elementi, ma ogni valutazione definitiva spetterà esclusivamente alle sedi giudiziarie competenti.

