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“Quei video intimi di Chiara…”: Garlasco, alla fine Marco Poggi parla: la confessione davanti ai giudici

Le parole di Marco Poggi in procura: la smentita sui filmati

Durante il confronto con i magistrati, Marco Poggi avrebbe ribadito in modo categorico di non aver mai visto filmati intimi di mia sorella Chiara. La dichiarazione, riportata come centrale nel verbale, punta a delimitare un tema che negli anni è riemerso in varie ricostruzioni e che gli investigatori avrebbero comunque ritenuto opportuno verificare nuovamente.

In termini investigativi, la questione dei presunti video è rilevante perché, se accertata, potrebbe assumere valore di contesto: l’esistenza di materiale multimediale privato, infatti, viene talvolta collegata a possibili condotte di ricatto o a dinamiche relazionali opache. Tuttavia, dalle parole attribuite a Marco Poggi emerge una chiusura netta rispetto a questa ipotesi, con l’intento di escludere che tale materiale abbia avuto un ruolo nella vicenda.

Secondo quanto riferito, l’audizione si sarebbe svolta in un clima di particolare pressione emotiva e istituzionale, comprensibile dato il peso della vicenda e il ruolo del testimone. In questi casi, la procura mira a raccogliere dichiarazioni puntuali e verificabili, soffermandosi su fatti circoscritti, eventuali conversazioni pregresse e sulla conoscenza diretta dei contenuti oggetto di domanda.

Focus sui rapporti personali: l’attenzione su Andrea Sempio

Un altro passaggio rilevante dell’audizione avrebbe riguardato Andrea Sempio, indicato come amico di Marco e, secondo quanto emerso, attualmente iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di omicidio pluriaggravato. Gli inquirenti avrebbero richiesto al testimone di ripercorrere la natura del rapporto, i contatti nel tempo e l’eventuale conoscenza di elementi che potessero collegare l’indagato a circostanze ritenute significative.

Nel ricostruire l’amicizia, Marco Poggi avrebbe descritto un legame di tipo giovanile e quotidiano, senza che, a suo dire, si fosse mai affrontato il tema dei presunti video. Anche questo aspetto, per la procura, può avere rilievo perché mira a verificare se determinate informazioni siano state conosciute, discusse o condivise all’interno di una cerchia ristretta.

Secondo quanto riportato, nei verbali gli inquirenti avrebbero annotato un atteggiamento giudicato poco collaborativo, interpretato come una sorta di costante difesa d’ufficio nei confronti di Sempio. Si tratta di un’osservazione che, sul piano processuale, può contribuire a valutare l’affidabilità percepita della testimonianza e la completezza delle risposte, fermo restando che eventuali valutazioni definitive spettano alle autorità competenti.

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