«Quella cena si è svolta il 4 maggio»
La sindaca sostiene che l’incontro immortalato nella fotografia non si sarebbe svolto nel periodo indicato durante il confronto, ma il 4 maggio. A sostegno della propria ricostruzione, Barbieri afferma di poter contare sulla documentazione relativa alla serata.
«Quella cena si è svolta il 4 maggio», ha dichiarato, aggiungendo che sarebbero disponibili «la prenotazione del ristorante e i messaggi WhatsApp» utilizzati per organizzare l’appuntamento.
La prima cittadina non nega inoltre che durante quella cena si sia parlato anche della questione della discarica. Anzi, lo ammette apertamente, ma contesta che da quell’incontro possa derivare l’idea di un accordo politico in grado di condizionare le decisioni della maggioranza.
«Ammetto senza alcun problema che uno degli argomenti sia stata la discarica. Quale potere avremmo avuto noi sindaci di minoranza, non avendo i numeri, per imporre una qualsiasi decisione alla maggioranza? Nessuno», ha spiegato Barbieri.

«Queste persone non stanno combattendo per me»
Nella ricostruzione della sindaca c’è poi un altro episodio destinato a far discutere. Alla domanda di una cittadina sulla possibilità che il presidente della Provincia si recasse a Montefano su suo invito, Gentilucci avrebbe risposto negativamente, sostenendo che il sindaco «aizza i cittadini».
Barbieri respinge con decisione questa lettura del movimento di protesta contro la discarica. «Queste persone non stanno combattendo per me – replica la sindaca – stanno combattendo per la propria dignità e per la loro comunità».
Lo scontro, dunque, non riguarda più soltanto il progetto della discarica, ma si allarga ai rapporti politici tra gli amministratori e alle modalità con cui vengono gestiti i confronti tra maggioranza e opposizione.
Caporossi: «Sembra spionaggio politico»
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere regionale Michele Caporossi, esponente di Progetto Marche, che ha definito il caso «incredibile e inquietante».
Il consigliere ha utilizzato un’espressione particolarmente forte, parlando di «spionaggio politico», e ha rilanciato la questione con una provocazione. Caporossi ha infatti chiesto ironicamente se nella presunta «galleria-spionaggio» possa esserci anche una fotografia di un pranzo organizzato a casa sua con esponenti di Progetto Marche.
Anche in quella occasione, ha spiegato, si sarebbe parlato della discarica di Montefano. Il caso della fotografia, quindi, diventa per Caporossi il simbolo di una questione politica più ampia, legata al modo in cui gli amministratori si confrontano e controllano le attività degli avversari.
La domanda con cui il consigliere chiude il suo intervento è diretta alle istituzioni: «Come stanno riducendo le istituzioni democratiche».