Magnitudo, epicentro e profondità: i dati del terremoto
Secondo i dati disponibili, l’evento è stato rilevato alle 00.26 di lunedì 13 aprile. Con questa registrazione, sale a 19 il numero delle scosse segnalate nella provincia dall’inizio del 2026 con magnitudo pari o superiore a 2, un conteggio che fotografa la frequenza degli episodi più percepibili dalla popolazione.
L’ultima scossa ha avuto magnitudo ML 2.2 ed è stata localizzata a circa 7 chilometri da Monte Sant’Angelo e 11 chilometri da Mattinata. Le coordinate indicate sono 41.7667 di latitudine e 15.9492 di longitudine, con una profondità di circa 20 chilometri, un dato utile per inquadrare le caratteristiche del movimento e la sua possibile percezione in superficie.
Sismicità del Gargano e controllo costante del territorio
La zona del Gargano è interessata da una sismicità che, pur non essendo normalmente associata a grandi eventi frequenti, produce periodicamente scosse di intensità contenuta. Per questo motivo, la rete di monitoraggio resta un elemento essenziale per seguire l’evoluzione del quadro e informare in maniera puntuale su ogni nuova registrazione.
È importante distinguere tra percezione e magnitudo: scosse di valore intorno a 2 possono essere avvertite soprattutto nelle immediate vicinanze dell’epicentro e in determinate condizioni (silenzio notturno, edifici più alti, tipologia del suolo). Al tempo stesso, la profondità incide sul modo in cui l’energia viene avvertita in superficie: eventi più profondi tendono spesso a distribuirsi su un’area più ampia ma con effetti generalmente attenuati.
Il bilancio finora: nessun danno segnalato e attenzione costante
Al momento, per l’episodio registrato nella notte, non si segnalano danni a persone o edifici. L’assenza di criticità è un elemento rilevante, ma non riduce l’importanza del monitoraggio, soprattutto quando le scosse si ripetono nel tempo e vengono percepite, anche solo in parte, dalla popolazione residente.
La successione di eventi nella provincia di Foggia dall’inizio dell’anno, con scosse di magnitudo almeno pari a 2, descrive un’attività che richiede un’osservazione continuativa. In presenza di scosse ravvicinate, infatti, i dati vengono analizzati anche in relazione alla distribuzione geografica degli epicentri e all’eventuale presenza di sequenze (serie di eventi che si concentrano in un’area e in un arco temporale).
In contesti come questo, le informazioni ufficiali rappresentano il principale punto di riferimento per evitare interpretazioni non supportate dai dati. Le segnalazioni sui social o il passaparola possono aumentare la percezione di allarme, ma la ricostruzione tecnica si basa su parametri misurati e verificati dagli strumenti.
I terremoti più forti del 2026 registrati finora nell’area
Tra gli eventi sismici rilevati nei primi mesi del 2026, quelli di intensità maggiore hanno raggiunto magnitudo 3.2. In particolare, vengono ricordati:
- il terremoto con epicentro a Lucera;
- la scossa del 9 marzo a est di Vico del Gargano.
Un ulteriore episodio significativo è stato registrato il 21 gennaio, con epicentro ad Apricena. Pur trattandosi di valori che, nella maggior parte dei casi, non producono conseguenze gravi, questi dati contribuiscono a delineare l’andamento dell’attività sismica nella zona e a comprendere quali siano stati gli eventi più rilevanti dell’anno in corso.
Come interpretare i dati: magnitudo, profondità e localizzazione
La magnitudo esprime l’energia rilasciata da un terremoto, mentre la profondità indica a quale livello della crosta terrestre si è verificata la rottura che ha generato l’evento. Nel caso della scossa di magnitudo ML 2.2, la stima di circa 20 chilometri di profondità fornisce un’informazione utile per contestualizzare la possibile percezione e l’estensione dell’area interessata.
La localizzazione, inoltre, viene indicata sia con riferimenti ai centri abitati più vicini sia con coordinate geografiche. Nel caso in esame, la prossimità a Monte Sant’Angelo e Mattinata consente di collocare con maggiore precisione la zona coinvolta, mentre le coordinate 41.7667 e 15.9492 rappresentano il dato numerico utilizzato per le elaborazioni tecniche.
In un’area come il Gargano, dove l’attività è definita moderata, il susseguirsi di scosse anche contenute viene comunque seguito con attenzione. Il quadro aggiornato dagli enti preposti permette di mantenere una lettura lineare e oggettiva degli eventi, basata su rilevazioni ufficiali e su parametri verificabili.