Il punto, infatti, non è soltanto stabilire se Andrea Sempio sapesse dell’esistenza di filmati intimi tra Chiara e Alberto. La questione sollevata nel corso degli approfondimenti televisivi riguarda soprattutto la possibilità che alcune frasi pronunciate nell’intercettazione possano avere una corrispondenza con il contenuto effettivo di quei video. Daniele Occhetti, esperto informatico che ha avuto modo di visionare quel materiale, aveva già spiegato che nelle parole attribuite a Sempio ricorrerebbero due elementi compatibili con i filmati: uno rimanderebbe a un momento intimo della coppia, mentre un altro richiamerebbe un dialogo tra Chiara e Alberto. Uno dei possibili riferimenti sarebbe al filmato indicato come “Parte terza”, custodito sul computer di Chiara e protetto da password.
Intercettazione ripulita dalla difesa Stasi di Sempio sui video intimi. #Garlasco pic.twitter.com/6rWXw0YZXb
— Xian (@DG_Xian) October 2, 2026
È qui che l’intercettazione riproposta da Quarto Grado assume un valore potenzialmente molto più importante. Se il riascolto tecnico degli audio consentisse davvero di individuare riferimenti precisi a scene o dialoghi contenuti nei filmati, la domanda diventerebbe inevitabile: come avrebbe potuto Sempio conoscere quei particolari? Non basterebbe, naturalmente, una semplice somiglianza tra una frase e un’immagine per trasformare l’intercettazione in una prova. Servirebbe dimostrare che il riferimento è specifico, inequivocabile e soprattutto che quelle informazioni non potevano essere state apprese in altro modo. È proprio su questo terreno che accusa e difesa possono offrire letture radicalmente differenti.
La data del 9 febbraio 2017 rappresenta inoltre un elemento particolarmente delicato. Carmelo Abbate, commentando in precedenza lo stesso audio a Quarto Grado, aveva sottolineato come un’eventuale corrispondenza tra le parole pronunciate da Sempio e immagini specifiche dei filmati avrebbe un peso assai maggiore di un semplice riferimento generico. Il ragionamento nasce dal fatto che nel 2017 il tema dei video non aveva ancora la stessa esposizione mediatica raggiunta negli ultimi mesi. Di conseguenza, secondo questa lettura, sarebbe necessario stabilire esattamente che cosa Sempio stesse dicendo, a che cosa si riferisse e da dove potesse aver ricavato quelle informazioni.
Il passaggio del 2017 diventa ancora più significativo se confrontato con le intercettazioni ambientali del 2025. In uno dei soliloqui registrati nella sua automobile, Sempio viene infatti sentito parlare nuovamente di un video e di una “penna”, termine interpretato dagli investigatori come possibile riferimento a una chiavetta Usb. La trascrizione riportata negli atti contiene questo passaggio: “Lei dice ‘non l’ho più trovato’ il video (…) io ho portato il video (…) anche lui lo sa… Perché ho visto… dal suo cellulare… Perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho dentro la penna”. La difesa di Sempio ha però sostenuto che quelle frasi vadano contestualizzate e possano essere legate a contenuti, podcast o ricostruzioni che l’indagato stava ascoltando.

