
Silvia Salis prova a chiudere definitivamente il tormentone sulla sua possibile candidatura alle primarie nazionali del centrosinistra. La sindaca di Genova, intervenuta a Milano a margine de “Il Tempo delle Donne”, ribadisce ancora una volta di non avere intenzione di partecipare alla competizione per scegliere la futura leadership della coalizione progressista.
“L’ho detto anche in genovese, quindi non so veramente più in che lingua dirlo: io non farò le primarie”, ha spiegato Salis ai cronisti. Una risposta netta, accompagnata però anche da una battuta rivolta a chi continua a prevedere un suo ripensamento, Matteo Renzi compreso: il giorno delle eventuali primarie, ha scherzato, aspetterà chi non le ha creduto per farsi offrire “una cena di pesce a Genova”.
Salis: “Sono la sindaca di Genova, è un lavoro molto impegnativo”
La posizione della sindaca parte innanzitutto dal ruolo che ricopre oggi. “Sono la sindaca di Genova ed è un lavoro molto impegnativo”, ha ricordato, sottolineando di avere ereditato una città complessa e con numerose criticità da affrontare.
Per Salis, quindi, l’impegno amministrativo viene prima delle ipotesi sulla futura leadership nazionale del centrosinistra. “Ho bisogno di tutta la mia e la nostra attenzione”, ha spiegato, cercando ancora una volta di riportare la discussione sull’attività della sua giunta anziché sulle possibili candidature alle prossime elezioni politiche.
Non è la prima volta che utilizza parole così nette. Già nelle scorse settimane aveva risposto in modo analogo alle continue domande sulle primarie, arrivando a sostenere di non sapere più “in che lingua” spiegare di voler continuare a fare la sindaca di Genova.
Renzi continua a fare il suo nome
A mantenere aperto il caso è soprattutto Matteo Renzi. Il leader di Italia Viva ha indicato più volte Silvia Salis come uno dei profili più interessanti per rappresentare l’area riformista e allargare il consenso del centrosinistra oltre i confini tradizionali dei partiti.
Renzi considera l’esperienza di Genova un possibile modello politico nazionale: una coalizione larga, costruita senza veti reciproci e capace di mettere insieme centrosinistra e area moderata. Proprio per questo ha ripetutamente citato il nome della sindaca come possibile figura in grado di federare mondi differenti.
Salis, però, continua a respingere l’investitura. E questa volta ha scelto anche l’ironia per rispondere a chi immagina che, alla fine, possa cambiare idea.
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