Simona Cinà, a cosa serve l’esame radiologico sul corpo
Le indagini sono tuttora in corso, coordinate dalla Procura di Palermo che ha disposto una serie di accertamenti tecnici e scientifici. Numerosi punti restano ancora poco chiari, e la famiglia di Simona ha espresso forti dubbi sulla ricostruzione degli eventi. L’attenzione si concentra in particolare sugli esami radiologici eseguiti oggi, considerati fondamentali per individuare eventuali segni di traumi o fratture che possano chiarire le cause della tragedia, riporta Fanpage.
Un medico legale coinvolto nell’indagine ha spiegato che gli esami radiologici servono a rilevare possibili danni fisici, come lesioni ossee o contusioni, che potrebbero essere compatibili con una caduta o un impatto avvenuto poco prima dell’ingresso in acqua. Queste analisi sono cruciali per stabilire se la giovane abbia subito un infortunio accidentale o se siano presenti elementi che suggeriscano una diversa dinamica.
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Gli esami chiave: cosa si cerca
Durante la prima ispezione, i medici legali valuteranno la presenza di traumi contusivi. Gli esperti sottolineano che: “Se il trauma è avvenuto pochi minuti prima del decesso, la formazione di lividi sarà ridotta”. Sarà quindi importante identificare eventuali fratture o danni a carico delle ossa che potrebbero suggerire dinamiche diverse rispetto a un semplice annegamento.
È stato inoltre chiarito che la presenza di una frattura non rappresenta necessariamente la prova di una colluttazione o di un atto violento. Sarà necessario ricostruire con precisione le modalità dell’incidente per accertare se la causa della morte sia riconducibile a un evento accidentale o se debbano essere approfondite altre ipotesi.