
Non si interrompe la mobilitazione per rintracciare Sonia Bottacchiari, la donna di Piacenza scomparsa con i due figli adolescenti e quattro cani tra le montagne del Friuli Venezia Giulia. Le operazioni sul territorio restano operative e capillari, con controlli estesi in aree boschive, vallate e zone di montagna vicine al confine con la Slovenia.
Il ritrovamento di lettere attribuite alla donna, secondo quanto spiegato dagli investigatori, non ha comportato cambi di rotta nelle attività in corso. La linea resta quella della prudenza, accompagnata dall’impegno a verificare ogni elemento utile, senza ridurre la pressione nelle ricerche.
A chiarire la posizione della Procura è stata la procuratrice capo di Piacenza, Grazia Pradella: «Le missive non hanno cambiato nulla in quanto avevamo già a disposizione abbastanza elementi che inquadrassero la situazione». La magistrata ha inoltre richiamato la necessità di riserbo, definendo la vicenda «delicata» e invitando a non divulgare dettagli che potrebbero interferire con gli accertamenti.
Il messaggio che filtra dagli inquirenti resta improntato alla massima attenzione, ma anche a un obiettivo dichiarato: «Stiamo cercando persone vive e contiamo di trovare persone vive».

Le ricerche tra boschi, vallate e meteo avverso
Le squadre continuano a operare anche nelle ultime ore, nonostante condizioni meteorologiche peggiorate che rendono più complessi i controlli in quota. In montagna, pioggia, vento e scarsa visibilità possono rallentare le perlustrazioni e limitare l’impiego degli strumenti aerei, ma il dispositivo resta attivo e modulato in base alle finestre di sicurezza.
La macchina dei soccorsi è in campo dal 6 maggio, data in cui a Tarcento è stata individuata l’auto utilizzata dalla famiglia. Da quel momento, la Prefettura di Udine ha attivato la fase 2 del piano provinciale per le persone scomparse, con un coordinamento centralizzato delle risorse e un aggiornamento costante delle aree da battere.
Il lavoro operativo coinvolge vigili del fuoco, carabinieri, soccorso alpino e reparti specializzati. L’azione viene organizzata per settori: alcune squadre si concentrano sui sentieri e sulle vie di accesso, altre su zone più impervie, dove l’esplorazione richiede personale addestrato e tempi più lunghi.
Le aree controllate si sono progressivamente ampliate verso la fascia prossima al confine con la Slovenia, comprendendo tratti boschivi densi e pendii difficili da attraversare. In questo tipo di scenario, la ricerca mira a individuare qualsiasi traccia: passaggi recenti, oggetti, impronte, segni di bivacco o movimenti compatibili con lo spostamento di più persone e animali.
Per aumentare le possibilità di individuazione vengono utilizzati droni con sensori, elicotteri dotati di termocamere, unità cinofile e squadre specializzate per attività in ambienti complessi. I sistemi termici consentono di rilevare potenziali fonti di calore anche in presenza di vegetazione fitta; quando viene rilevata un’anomalia, l’area viene segnalata e sottoposta a controlli diretti.
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