Le indagini proseguono in parallelo alle perlustrazioni
Accanto alle ricerche sul terreno prosegue l’attività investigativa. I carabinieri parlano di verifiche «a 360 gradi», con controlli che puntano a ricostruire i movimenti della famiglia prima della scomparsa e a verificare ogni circostanza ritenuta rilevante.
Uno dei capitoli principali riguarda la gestione delle segnalazioni: continuano ad arrivare indicazioni e possibili avvistamenti da diverse zone d’Italia e anche dall’estero. Ogni informazione viene vagliata e, quando necessario, inoltrata ai comandi territoriali competenti per gli accertamenti sul posto e per il confronto con i dati disponibili.
Un elemento considerato significativo dagli investigatori è l’assenza, allo stato, di movimenti bancari attribuibili alla famiglia. Allo stesso modo non risultano segnali dai telefoni: i dispositivi riconducibili alla donna e ai ragazzi risulterebbero inattivi dal 21 aprile, circostanza che rende più difficile tracciare eventuali spostamenti.
Sono comunque in corso approfondimenti tecnici sui quattro smartphone collegati al nucleo familiare, con l’obiettivo di recuperare dati utili alle indagini e di ricostruire, per quanto possibile, contatti e attività precedenti alla scomparsa. Gli accertamenti su dispositivi digitali, in casi simili, possono includere la verifica di impostazioni, cronologie, applicazioni e possibili elementi residui utili alla ricostruzione temporale.

La cooperazione internazionale e l’attesa dei familiari
La complessità del caso ha portato all’attivazione di canali di cooperazione oltreconfine. Le autorità italiane mantengono contatti con le forze di polizia di Austria, Slovenia e Croazia, con l’obiettivo di estendere il raggio di verifica e di monitorare eventuali segnalazioni compatibili con una presenza della famiglia fuori dall’Italia.
Le comunicazioni tra le diverse autorità sono continue: l’intento è incrociare in modo tempestivo le informazioni e ridurre i tempi di reazione in caso di elementi concreti. In contesti di area transfrontaliera, la rapidità nella condivisione dei dati può incidere sull’efficacia delle verifiche e sulla ricostruzione dei possibili itinerari.
Intanto cresce l’apprensione dei familiari, in attesa di sviluppi. Federica Obizzi, presidente di Penelope Fvg e legale che assiste il padre dei due ragazzi, ha confermato la preoccupazione ma anche la volontà di mantenere un approccio lucido: «Siamo preoccupati, però confidiamo in una risoluzione positiva. I familiari restano in attesa degli esiti degli accertamenti».