Terremoto alle Eolie, il ruolo della profondità
La profondità di circa 227 chilometri rappresenta il dato più significativo dell’evento. Un sisma che si origina così in profondità può essere rilevato dalle stazioni sismiche anche a grande distanza, mentre i suoi effetti in superficie tendono generalmente a risultare più attenuati rispetto a quelli prodotti da terremoti superficiali di pari intensità.
La magnitudo 2.7 colloca la scossa tra gli eventi di bassa intensità. La magnitudo misura l’energia liberata dal terremoto e non coincide direttamente con la percezione della popolazione, che dipende anche dalla distanza dall’epicentro, dalla profondità dell’ipocentro e dalle caratteristiche del terreno e degli edifici presenti nell’area.
Nel caso della scossa rilevata al largo o in prossimità delle Eolie, la notevole distanza dalla superficie potrebbe avere limitato ulteriormente la possibilità che il movimento venisse avvertito in modo chiaro. Resta comunque importante distinguere tra un terremoto registrato dalla strumentazione e un evento percepito dalle persone: non tutte le scosse rilevate dai sismografi producono effetti riconoscibili nei centri abitati.
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