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Terremoto in Italia, una scossa dietro l’altra: paura in tutta la zona

Sequenza delle scosse INGV: orari, magnitudo e profondità

Secondo la cronologia ricostruita dai sismografi, la sequenza è iniziata nel tardo pomeriggio del 24 maggio 2026. La prima scossa è stata registrata alle 18:24 con magnitudo 2.3, localizzata a 9 km a Sud-Est di Troina, a una profondità di 27 km.

Pochi minuti dopo, alle 18:28, è seguito un evento di magnitudo 1.9 a 8 km a Est di Troina. Alle 18:41 un’ulteriore scossa, ancora di magnitudo 1.9, è stata localizzata a 9 km a Est della stessa area, con profondità stimata a 28 km.

Durante la notte l’attività è proseguita. Alle 02:49 è stato rilevato un terremoto di magnitudo 2.4, a 8 km a Sud-Est di Troina, con ipocentro a 28 km. Alle 03:00 un altro evento di magnitudo 2.2 ha interessato l’area a 7 km a Sud-Est, mentre la registrazione più recente segnalata è delle 04:19, con magnitudo 2.0, localizzata a 9 km a Sud-Est e a 29 km di profondità.

Cause e inquadramento: dinamiche tettoniche tra Africa ed Eurasia

Il contesto geologico dell’area è legato alla convergenza tra la placca africana e la placca euroasiatica, che nel Mediterraneo genera sistemi di faglie articolati e profondi. In questa fase, i parametri degli eventi indicano un rilascio di energia in profondità, con ipocentri compresi tra 27 e 29 km.

Le profondità rilevate, insieme alla localizzazione, sono coerenti con una sismicità di tipo tettonico profondo. L’interazione tra l’edificio vulcanico etneo e le strutture montuose vicine contribuisce a un quadro di fratture e stress meccanico che può favorire sequenze ravvicinate di questo tipo.

Precedenti e monitoraggio: attenzione nell’area tra Enna e Catania

L’area al confine tra le province di Enna e Catania è storicamente interessata da episodi sismici di intensità variabile, con una pericolosità considerata rilevante nel quadro regionale. Le zone interne dei Nebrodi e l’area di Troina possono registrare terremoti di magnitudo moderata, mentre la prossimità con sistemi di faglia del Catanese impone un monitoraggio costante.

Secondo le informazioni disponibili, le scosse registrate nelle ultime ore rientrano nell’attività sismica tipica di un’area caratterizzata da movimenti profondi della crosta. Il monitoraggio INGV prosegue per seguire l’andamento dello sciame sismico e aggiornare l’analisi della sequenza.

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