
La scelta del nuovo commissario tecnico della Nazionale si è trasformata in una vicenda delicata per la FIGC. Secondo quanto riferito, il percorso che avrebbe potuto portare Andrea Pirlo alla guida dell’Italia si è fermato dopo l’intervento del presidente Giovanni Malagò, aprendo una fase di forte tensione anche sul piano dirigenziale. Al centro della ricostruzione ci sono le posizioni di Paolo Maldini e Leonardo, che avrebbero sostenuto la candidatura dell’ex centrocampista.
La scadenza per definire la nuova guida tecnica è indicata per il 31 luglio e i tempi, di conseguenza, restano molto stretti. Quella che in origine appariva come una normale successione sulla panchina azzurra rischia ora di incidere sull’intero progetto federale, dalla scelta dell’allenatore alla composizione dell’area tecnica. Al momento non risulta una decisione definitiva sul nuovo ct, mentre restano da chiarire gli sviluppi legati ai dirigenti coinvolti.

La candidatura di Andrea Pirlo e lo stop alla trattativa
Il nome di Andrea Pirlo era emerso dopo i contatti non andati a buon fine con allenatori di profilo internazionale, tra cui Carlo Ancelotti e Pep Guardiola. Maldini e Leonardo avrebbero valutato Pirlo come una soluzione in grado di offrire continuità al progetto tecnico immaginato per la Nazionale, facendo leva sulla sua esperienza da ex calciatore e sulla conoscenza dell’ambiente italiano.
La candidatura, però, avrebbe raccolto perplessità legate soprattutto al percorso di Pirlo da allenatore, ritenuto da alcuni osservatori ancora limitato rispetto al peso dell’incarico azzurro. Nella valutazione federale sarebbero inoltre entrati elementi esterni al campo, che hanno contribuito a rendere più complessa la trattativa e, infine, a bloccarla prima della possibile ratifica.