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Terremoto in nazionale, si dimettono anche loro! Sta succedendo di tutto

La posizione dell’ex centrocampista

Di fronte alle discussioni nate attorno al suo nome, Andrea Pirlo ha affidato ai social la propria posizione. L’ex campione ha manifestato amarezza per il fatto che una valutazione legata al calcio sia stata ricondotta a un confronto politico e mediatico. La sua risposta ha puntato a separare il piano professionale da quello ideologico, chiarendo il contesto nel quale è maturato l’accordo commerciale finito al centro delle polemiche.

Pirlo ha spiegato che la collaborazione è collegata alla sua attività professionale negli Emirati Arabi Uniti e che riguarda esclusivamente iniziative pubblicitarie. Ha inoltre ribadito di avere operato nel rispetto delle normative dei Paesi nei quali ha lavorato e di non sostenere posizioni politiche attraverso quell’accordo. Nel messaggio ha ringraziato Maldini e Leonardo per la fiducia ricevuta, richiamando anche il proprio legame con la maglia azzurra.

La presa di posizione dell’ex regista non ha però risolto il nodo federale. La FIGC deve infatti valutare non soltanto il profilo dell’allenatore, ma anche l’impatto generale di una nomina destinata a essere esaminata con grande attenzione da media, istituzioni e tifosi. In questo passaggio, la ricerca di una soluzione condivisa appare centrale per evitare che la vicenda si prolunghi oltre la finestra fissata per l’annuncio.

Maldini e Leonardo, il rischio di una rottura

Lo stop alla candidatura di Pirlo potrebbe avere conseguenze dirette sulla posizione di Paolo Maldini e Leonardo. I due dirigenti avrebbero individuato nell’ex bianconero il tecnico più adatto a sviluppare la linea tecnica costruita negli ultimi mesi. Se la Federazione dovesse orientarsi verso un allenatore non condiviso, la loro permanenza all’interno del progetto potrebbe diventare difficile.

Secondo le informazioni disponibili, l’ipotesi delle dimissioni sarebbe stata presa in considerazione e potrebbe essere affrontata in occasione del Consiglio federale previsto per martedì 28 luglio. L’appuntamento, pensato per fare il punto sulla nomina del commissario tecnico, rischia quindi di trasformarsi in un momento decisivo anche per gli equilibri della dirigenza.

Un’eventuale uscita di Maldini e Leonardo comporterebbe la necessità di riorganizzare rapidamente ruoli e competenze. Non si tratterebbe soltanto di individuare un nuovo ct, ma di stabilire chi dovrà seguire il coordinamento sportivo, il rapporto con le nazionali giovanili e la programmazione in vista dei prossimi impegni internazionali. La continuità del lavoro svolto finora dipenderà dalle decisioni che saranno formalizzate nelle prossime ore.

I nomi per ridisegnare l’area tecnica

In caso di separazione dai due dirigenti, tra le possibili figure valutate per l’area tecnica viene indicato Giorgio Chiellini. L’ex difensore azzurro viene considerato un profilo con esperienza internazionale, forte riconoscibilità nell’ambiente della Nazionale e conoscenza diretta delle dinamiche dello spogliatoio. La sua eventuale nomina a direttore tecnico rappresenterebbe una scelta orientata a mantenere un collegamento con la recente storia della selezione italiana.

Tra le opzioni circola anche il nome di Claudio Ranieri, allenatore di grande esperienza che potrebbe essere valutato per accompagnare una fase di transizione. La sua figura garantirebbe conoscenza del calcio italiano e capacità di gestione, ma al momento non risultano decisioni ufficiali. Ogni scenario resta legato alla definizione dell’assetto che la Federazione intenderà adottare dopo il confronto interno.

Non viene esclusa neppure una soluzione interna. Bernardo Corradi, attualmente alla guida dell’Under 21, conosce già la struttura federale e il percorso dei calciatori più giovani. Una sua promozione potrebbe offrire continuità organizzativa, anche se la valutazione di un incarico tanto rilevante richiederebbe un passaggio approfondito da parte dei vertici FIGC.

Archiviata o comunque congelata la pista Pirlo, la corsa alla panchina della Nazionale torna ad allargarsi. I nomi più rilevanti emersi finora sono quelli di Roberto Mancini e Antonio Conte, entrambi già commissari tecnici dell’Italia e dunque già abituati alle particolarità di un incarico che alterna periodi di preparazione limitati a responsabilità molto elevate nelle competizioni ufficiali.

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