L’esplosione registrata come un terremoto
Le stazioni sismiche hanno localizzato l’evento nel sud del Libano e gli hanno attribuito una profondità strumentale di 10 chilometri. Si tratta però di un dato elaborato automaticamente dai sistemi di rilevamento, che non consente da solo di stabilire l’origine naturale o artificiale della scossa.
Una grande esplosione sotterranea può infatti generare onde sismiche simili, per alcuni aspetti, a quelle provocate da un terremoto. Gli apparati automatici misurano il segnale e possono classificarlo inizialmente come evento sismico; in seguito, l’analisi delle forme d’onda e delle informazioni disponibili permette di ricostruirne più precisamente la natura.
Per questa ragione, la magnitudo 4.1 registrata non indica necessariamente che nel Libano meridionale si sia verificato un terremoto naturale. Anche la profondità riportata dagli strumenti non corrisponde automaticamente al punto effettivo in cui sarebbero stati collocati gli esplosivi.
La National News Agency, agenzia di stampa statale libanese, ha riferito che le vibrazioni e il rumore della deflagrazione sono stati avvertiti a Nabatiyeh e nelle località circostanti. Al momento, l’elemento più chiaro resta la portata del segnale registrato e la percezione dell’esplosione in un’area estesa.
Oltre 1.100 tonnellate di esplosivo per demolire i tunnel
Le dimensioni dell’intervento sono state descritte dalle stesse forze armate israeliane. Secondo quanto riportato da Ynet, per la demolizione della rete sotterranea di Ali al-Taher sarebbero state utilizzate più di 1.100 tonnellate di esplosivo, un quantitativo che spiega l’ampiezza delle vibrazioni avvertite dopo la detonazione.
L’Idf ha riferito che all’interno delle gallerie sarebbero stati rinvenuti razzi, missili, droni, armi anticarro, mine e altri ordigni. Tra il materiale indicato figurerebbero anche decine di razzi, missili e velivoli senza pilota di fabbricazione iraniana, oltre a mitragliatrici e centinaia di dispositivi esplosivi.
Secondo la ricostruzione israeliana, le infrastrutture non sarebbero state limitate a semplici cunicoli di collegamento. Nel complesso sotterraneo sarebbe stato individuato un centro di comando attribuito all’unità Badr di Hezbollah, con sale operative, aree per il deposito delle armi e spazi destinati alla permanenza prolungata dei combattenti.
Queste informazioni provengono dall’esercito israeliano e non risultano verificate in modo indipendente. Hezbollah non ha diffuso nell’immediato una propria versione sull’operazione né commenti dettagliati sulle affermazioni relative al materiale e alle strutture che Israele sostiene di avere trovato.
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