Ora gli occhi sono puntati sui due turisti americani
La Procura di Venezia sta lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dello schianto. Al momento, però, ci sono ancora diversi aspetti da chiarire.
Il tassista, che risulta indagato nel procedimento aperto per omicidio nautico, ha fornito la propria versione dei fatti. Ma a bordo del taxi acqueo non c’era soltanto lui. Con lui viaggiavano infatti due turisti americani, che avevano con sé bagagli e carte d’imbarco perché erano prossimi a lasciare l’Italia.
Dopo l’incidente, i due stranieri sarebbero stati accompagnati all’aeroporto con un altro taxi acqueo, così da poter proseguire il viaggio verso gli Stati Uniti. Proprio per questo gli investigatori stanno cercando di rintracciarli. La loro posizione a bordo del mezzo e ciò che hanno visto immediatamente prima e dopo lo schianto potrebbero contribuire a chiarire la dinamica.
Ci sono inoltre altri due tassisti acquei che potrebbero essere ascoltati: uno sarebbe transitato vicino alle imbarcazioni coinvolte senza fermarsi, mentre un secondo avrebbe preso in carico i due turisti e li avrebbe accompagnati al terminal dopo le indicazioni ricevute dal personale del Suem.

Le verifiche sulle imbarcazioni
Gli accertamenti tecnici dovranno concentrarsi anche sul barchino affondato. I periti incaricati dalla Procura esamineranno il mezzo per cercare elementi utili a stabilire la velocità delle imbarcazioni, la direzione che stavano seguendo e le modalità con cui è avvenuto l’impatto.
Anche gli esami disposti sul tassista potranno fornire ulteriori elementi all’inchiesta.
L’uomo, intervistato dal Gazzettino, ha raccontato tra le lacrime la propria versione di quei momenti: «Io lei non l’ho vista. Non ho visto il barchino in canale, ho solo sentito il colpo». Il tassista ha riferito di essersi fermato immediatamente e di aver chiamato i soccorsi dopo aver visto il giovane ferito e la barca che stava affondando.
Ha inoltre sostenuto di non aver visto un secondo corpo e ha affermato che il barchino gli avrebbe tagliato improvvisamente la rotta, rendendo impossibile evitare la collisione.
I dubbi sulle ultime ore di Gabriella
Parallelamente alla ricostruzione dell’incidente, gli investigatori dovranno approfondire anche le circostanze precedenti alla tragedia.
Secondo quanto riferito da alcuni familiari e riportato dalla stampa locale, la sera prima dell’incidente Gabriella avrebbe avuto una discussione con il marito e avrebbe manifestato l’intenzione di tornare in Brasile. La coppia si sarebbe poi riconciliata nella stessa serata.
I familiari della giovane chiedono che venga fatta piena chiarezza sulle ultime ore prima dello schianto. Al momento, tuttavia, per gli inquirenti la pista principale resta quella dell’incidente nautico. Nessuna ipotesi risulta comunque esclusa dagli accertamenti.
Con il ritrovamento di Gabriella si chiude la fase delle ricerche nella laguna e comincia quella decisiva per stabilire cosa sia accaduto. Al centro dell’indagine ci sono ora le immagini e gli elementi tecnici che potranno essere ricavati dai mezzi coinvolti, le testimonianze dei presenti e soprattutto la ricerca dei due turisti americani che quella mattina si trovavano sul taxi acqueo.