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Trump attacca Meloni sui social, Palazzo Chigi sceglie la linea del silenzio: “Nessuna risposta alla provocazione”

Un nuovo post pubblicato in tarda serata da Donald Trump ha riacceso la tensione tra Washington e Roma, sorprendendo gli ambienti diplomatici italiani a pochi giorni dal vertice Nato previsto ad Ankara. Il messaggio, letto da molti come un’ulteriore frecciata alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha alimentato un clima di irritazione, ma la risposta del governo italiano è stata improntata alla cautela.

Secondo quanto riferito dal Corriere della Sera, il contenuto del post richiamerebbe le dichiarazioni rilasciate da Trump a metà giugno durante un’intervista a La7. In quell’occasione il presidente statunitense aveva sostenuto che, durante il G7, Meloni gli avrebbe «fatto pena» perché avrebbe insistito per ottenere una fotografia insieme a lui.

Quella ricostruzione era stata respinta pubblicamente dalla premier, che aveva replicato sui propri canali social, diffondendo anche un video e tornando sul punto il giorno successivo con un messaggio pubblicato su Instagram. Il nuovo episodio si inserisce dunque in una sequenza di botta e risposta che, secondo le ricostruzioni giornalistiche, rischia di spostare l’attenzione dalle priorità del confronto politico e diplomatico.

Palazzo Chigi sceglie la linea della prudenza

Di fronte all’ultimo attacco, tuttavia, la scelta dell’esecutivo è stata quella di non alimentare ulteriormente la polemica, evitando una reazione pubblica che potrebbe incidere sul clima alla vigilia dell’appuntamento internazionale di luglio.

Da Palazzo Chigi filtra una posizione netta: nessuna replica al post e nessun commento ufficiale. L’indicazione è di mantenere un profilo istituzionale e di non trasformare una provocazione social in un caso politico, soprattutto in una fase in cui sono attesi contatti e incontri multilaterali tra i leader dell’Alleanza Atlantica.

Il punto, per l’Italia, è evitare che il confronto scivoli su un piano personale e che la comunicazione pubblica diventi un fattore di destabilizzazione rispetto ai dossier aperti. La priorità resta concentrarsi sulle questioni di sicurezza collettiva, sulle crisi internazionali e sugli impegni condivisi tra alleati.

Il Corriere della Sera riferisce inoltre che, nella notte, Giorgia Meloni avrebbe avuto un confronto telefonico con il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Il colloquio avrebbe avuto l’obiettivo di allineare la strategia di governo e confermare una linea di comunicazione improntata al silenzio, evitando dichiarazioni che possano alimentare una escalation mediatica.

Reazioni interne: sorpresa e irritazione senza dichiarazioni ufficiali

Il post di Donald Trump, stando alle ricostruzioni, avrebbe provocato sconcerto nel governo. L’effetto principale sarebbe stato quello di riaprire una ferita diplomatica che, nelle ultime settimane, si era tentato di ricomporre attraverso contatti formali e interlocuzioni riservate.

Sempre secondo il quotidiano, alcuni esponenti dell’esecutivo, in conversazioni informali, avrebbero manifestato perplessità rispetto alla tenuta politica e comunicativa del leader statunitense, pur evitando accuratamente prese di posizione pubbliche. La decisione condivisa rimane quella di non aggiungere elementi di conflitto che possano essere rilanciati nel circuito mediatico internazionale.

Dal punto di vista istituzionale, la valutazione prevalente è che una replica immediata potrebbe amplificare il messaggio e rendere più difficile ricondurre i rapporti su un piano strettamente politico. Per questo, l’orientamento resta quello di un contenimento comunicativo, in attesa dei prossimi passaggi ufficiali.

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