Il vertice Nato ad Ankara e i dossier sul tavolo
L’episodio arriva a ridosso del vertice Nato in programma il 7 e 8 luglio ad Ankara, occasione in cui Meloni e Trump dovrebbero tornare a incrociarsi nello stesso contesto internazionale. Secondo fonti di governo, l’agenda italiana non subirebbe modifiche e la partecipazione della delegazione al summit resterebbe confermata.
Tra i temi destinati a dominare il confronto ci saranno l’aumento delle spese per la difesa richiesto agli alleati, la postura dell’Alleanza rispetto alle crisi in corso e le iniziative di coordinamento tra Stati membri su sicurezza, deterrenza e capacità operative. Il vertice rappresenta inoltre un appuntamento cruciale per definire priorità e impegni collettivi in un momento di forte instabilità globale.

Rapporti tra Roma e Washington: un equilibrio più fragile
Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, il nuovo episodio rischia di complicare il percorso diplomatico portato avanti nelle settimane precedenti per riportare i rapporti con l’amministrazione americana su binari più stabili. La difficoltà, in particolare, sarebbe quella di evitare che attacchi personali e uscite pubbliche incidano sul lavoro di ricucitura svolto a livello istituzionale.
Fonti diplomatiche citate dal quotidiano sottolineano come possano essere messi in discussione anche gli sforzi condotti dall’ambasciatore statunitense Tilman J. Fertitta, indicato come vicino a Trump. L’obiettivo di tali attività sarebbe stato quello di preservare un’interlocuzione efficace tra i due Paesi e tenere separati gli elementi di frizione mediatica dagli impegni di cooperazione.
Con quest’ultimo episodio, Giorgia Meloni viene inserita nell’elenco dei leader europei finiti nel mirino di attacchi personali del presidente americano, tra cui Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Keir Starmer. Un quadro che, secondo le ricostruzioni, evidenzia un clima più teso nei rapporti politici transatlantici, almeno sul piano della comunicazione.