
Una giornata che doveva essere speciale si è trasformata in una forte protesta. Un gruppo di persone aveva organizzato la partenza per raggiungere gli studi televisivi di Milano e assistere dal vivo a una puntata de La Ruota della Fortuna. Tutto sembrava pronto, dopo giorni di contatti e organizzazione, quando è arrivata una comunicazione improvvisa che ha fatto saltare la partecipazione. A denunciare pubblicamente quanto accaduto sono stati i titolari dell’agenzia che aveva organizzato il viaggio, dando vita a una polemica sui social.

La partecipazione cancellata all’ultimo momento
La vicenda riguarda Conmigo, agenzia che organizza viaggi di gruppo con partenze da Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia. Secondo il racconto dei suoi due titolari, a inizio settimana era stato organizzato il trasporto di un gruppo di persone diretto agli studi di Milano dove viene registrato quotidianamente La Ruota della Fortuna.
L’organizzazione aveva richiesto diversi passaggi: iscrizioni, scambi di mail, telefonate, raccolta dei dati dei partecipanti e tutte le informazioni necessarie per consentire al gruppo di arrivare agli studi televisivi. Poi, intorno alle 17, quando la partenza era ormai programmata, sarebbe arrivata la comunicazione dell’annullamento. Non solo il loro pullman: secondo quanto riferito dai due operatori, anche altri gruppi che sarebbero dovuti partire nella stessa giornata avrebbero ricevuto la stessa comunicazione.
“Richiesto un pubblico più giovane”
Il motivo indicato, secondo la denuncia pubblicata sui social dai titolari di Conmigo, sarebbe legato all’età del pubblico. Dalla produzione sarebbe infatti arrivata la richiesta di avere persone più giovani tra gli spettatori.
Ed è proprio sulle modalità della comunicazione che si concentra la protesta. I due titolari precisano infatti che il problema non sarebbe la possibilità di effettuare una selezione del pubblico, ma il fatto che la cancellazione sia stata comunicata quando il viaggio era già stato organizzato e i partecipanti erano pronti a partire.
«Siamo in protesta perché le persone non sono numeri, sono persone e devono essere rispettate», hanno affermato nel video pubblicato sui social, spiegando le ragioni della loro presa di posizione.
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