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Scandalo in Serie A, ci sono altri due indagati: “Proprio loro!”

Indagine della Procura di Roma sul mondo arbitrale italiano

L’indagine che coinvolge il settore arbitrale italiano si allarga e assume contorni più complessi rispetto alle prime ricostruzioni. La Procura di Roma sta approfondendo una serie di episodi e di presunte condotte che, secondo gli inquirenti, potrebbero aver inciso sulla regolarità di alcune procedure e sulla corretta gestione di determinati momenti chiave legati alle decisioni di gara.

Al centro del fascicolo non ci sarebbero più soltanto Gianluca Rocchi, designatore per Serie A e Serie B, e Andrea Gervasoni. Nelle ultime ore, infatti, il perimetro dell’inchiesta si sarebbe ampliato toccando anche figure operative tra campo e sala video, alimentando l’attenzione sul rapporto tra direzione di gara e supporto tecnologico.

Gli accertamenti mirano a ricostruire con precisione se alcune scelte siano state il frutto di valutazioni tecniche controverse oppure se, in determinate circostanze, possano essere emersi comportamenti non conformi alle procedure previste. In questo quadro torna anche la posizione di Paterna, già finito in passato al centro delle cronache giudiziarie per l’accusa di falsa testimonianza, elemento che viene indicato come uno snodo rilevante nell’attenzione degli investigatori.

Stadio e partita di Serie A, focus sull’inchiesta arbitrale

Nuovi nomi nel registro degli indagati

Secondo quanto trapela, l’obiettivo dell’indagine è fare piena luce su eventuali irregolarità nelle comunicazioni, nella gestione dei referti e nelle dinamiche che ruotano attorno ai controlli interni ed esterni. Il fatto che emergano nuovi nomi della classe arbitrale rafforza l’idea di un lavoro istruttorio destinato a toccare più livelli dell’organizzazione.

Le ultime indiscrezioni giornalistiche parlano di un’attenzione ora rivolta anche a Luigi Nasca e all’assistente Rodolfo Di Vuolo. L’eventuale iscrizione di ulteriori soggetti viene letta come un passaggio delicato, perché coinvolgerebbe non soltanto ruoli di vertice ma anche figure che operano direttamente nelle fasi decisive della gara, comprese quelle collegate al supporto del Var.

Il nome di Nasca sarebbe considerato particolarmente sensibile per la sua esperienza e per la centralità del ruolo ricoperto in più occasioni, anche in situazioni ad alta tensione sportiva.

Il ruolo del Var e le verifiche della Procura

La ricostruzione degli inquirenti, secondo quanto emerge, punterebbe a verificare se in specifici contesti siano state rispettate in modo rigoroso le procedure previste e se le decisioni siano state adottate con coerenza rispetto alle immagini disponibili e ai protocolli.

L’inchiesta, inoltre, non si limiterebbe alla dimensione delle decisioni tecniche, ma includerebbe la verifica di eventuali contatti impropri e di possibili condotte orientate a condizionare o ostacolare controlli e accertamenti. In questa prospettiva, l’attenzione su Di Vuolo servirebbe a chiarire il suo ruolo nelle comunicazioni e nei passaggi tra arbitro di campo e sala video, soprattutto nelle sequenze più discusse.

Un punto centrale del lavoro istruttorio resta la possibilità che, in momenti ritenuti cruciali, il sistema di verifiche e di responsabilità condivise possa non aver funzionato come previsto.

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