
Il delitto di Garlasco torna al centro dell’attenzione giudiziaria con un nuovo passaggio investigativo che riporta in procura figure già ascoltate in passato. A distanza di quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nell’estate del 2007, la Procura di Pavia ha convocato il fratello della vittima, Marco Poggi, per approfondire alcuni profili rimasti oggetto di valutazione nell’ambito di un filone d’indagine riaperto.
L’audizione, secondo quanto riportato, si inserisce in un contesto ancora complesso e divisivo, nel quale gli inquirenti continuano a verificare ogni elemento ritenuto utile per ricostruire con precisione i fatti e le relazioni attorno alla giovane studentessa. Si tratta di un’attività che, pur svolgendosi nel perimetro istituzionale della procura, riaccende inevitabilmente una vicenda che ha segnato l’opinione pubblica e il dibattito giudiziario italiano.
Al centro delle domande rivolte a Marco Poggi vi sarebbe stata, in particolare, l’ipotesi legata all’esistenza o alla circolazione di presunti filmati sensibili. Su questo punto, il testimone avrebbe fornito una smentita netta, respingendo qualunque collegamento tra la sfera privata di Chiara e possibili pressioni esterne.
Nel corso dell’audizione, inoltre, i magistrati avrebbero concentrato l’attenzione sulla rete di amicizie e rapporti personali, con particolare riferimento a una persona oggi indicata dagli atti come indagata. La convocazione di un familiare stretto della vittima viene letta, nel quadro procedurale, come un passaggio utile a chiarire dettagli, tempistiche e relazioni, anche alla luce di nuove valutazioni investigative.
