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“Sempio e altri tre”. Garlasco, la notizia arrivata poco fa: colpo durissimo

andrea sempio bigliettino

Una corona di rose bianche, il silenzio di una famiglia e un paese che continua a ricordare una giovane vita spezzata. A Garlasco, a diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, la commemorazione si è svolta in un clima di raccoglimento, mentre la vicenda giudiziaria torna nuovamente al centro dell’attenzione.

Il ricordo della ragazza si intreccia infatti con gli ultimi sviluppi dell’inchiesta: accanto alla condanna definitiva di Alberto Stasi, proseguono gli accertamenti nei confronti di Andrea Sempio, indagato dalla Procura di Pavia.

Garlasco, la messa per Chiara Poggi diciannove anni dopo

Chiara Poggi fu trovata morta il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli, a Garlasco. Aveva 26 anni. Anche quest’anno i genitori, Giuseppe Poggi e Rita Preda, hanno scelto di vivere l’anniversario lontano dal clamore, affidandosi alla vicinanza delle persone care.

“Siamo qui per lei e per i suoi genitori, ci auguriamo che ritrovino presto un po’ di serenità in tutto questo frastuono”, ha dichiarato un’amica della famiglia, sintetizzando il sentimento della comunità riunita attorno ai coniugi Poggi.

Nella mattinata, i genitori di Chiara hanno fatto visita alla tomba della figlia nel cimitero di Pieve Albignola. Nel tardo pomeriggio, intorno alle 17.30, hanno poi partecipato alla funzione nella parrocchia della Beata Vergine Assunta, seduti al centro della chiesa insieme alle persone più vicine.

Il ricordo di Chiara Poggi e le parole del parroco

Alla celebrazione non erano presenti Marco Poggi, fratello di Chiara e residente a Mestre per ragioni di lavoro, né le gemelle Cappa, cugine della giovane. La famiglia ha mantenuto la linea della massima riservatezza che ha sempre contraddistinto queste ricorrenze.

“Vogliamo ricordarla da soli e in silenzio, raccolti tra noi come abbiamo sempre fatto”, aveva spiegato la madre di Chiara. Durante l’omelia, don Mauro Bertoglio ha invitato i fedeli a riflettere sul valore dei legami e della vita quotidiana.

“Esagerate nell’amore”, ha detto il parroco. E ha aggiunto: “Le relazioni autentiche, l’amore, la costruzione di ciò che resta per l’eternità in un mondo saturo di parole vuote e false è l’essenziale. La testimonianza più bella deve essere la nostra vita”. Il sacerdote ha inoltre ricordato che il male esiste, ma “la radice della cecità sta nell’ostinazione a restare nel male”.

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