
La richiesta di separare il Sudtirolo dall’Italia torna al centro del confronto politico altoatesino. A riaccendere l’attenzione è stata la partecipazione di Jean-Pascal Hohm, esponente giovanile dell’AfD tedesca, al congresso provinciale della Junge Süd-Tiroler Freiheit svoltosi a Termeno, nella Bassa Atesina. L’incontro ha riportato in primo piano il rapporto tra la Süd-Tiroler Freiheit, formazione che sostiene l’autodeterminazione, e ambienti della destra tedesca.
Hohm è stato indicato come ospite d’onore dell’appuntamento promosso dalla struttura giovanile del movimento indipendentista fondato da Eva Klotz. Non si è trattato, secondo quanto emerge dalla ricostruzione dei rapporti tra le due organizzazioni, di un contatto occasionale: l’esponente dell’AfD era già intervenuto nell’autunno del 2024 a un’assemblea del movimento giovanile sudtirolese, allora guidato dalla portavoce Melanie Mair.
Al centro della convergenza vi sono i temi dell’autodeterminazione del Sudtirolo, della lingua e della tutela dell’identità culturale. La Süd-Tiroler Freiheit sostiene da anni la possibilità che la popolazione altoatesina decida il proprio futuro istituzionale, fino alla separazione dall’Italia. L’AfD, dal canto suo, ha inserito la questione altoatesina nella propria attenzione verso le comunità germanofone fuori dai confini della Germania.
Il dibattito, però, si colloca in un territorio caratterizzato da una peculiare storia linguistica e politica. L’Alto Adige gode di un ampio sistema di autonomia speciale, costruito per regolare la convivenza tra i gruppi linguistici tedesco, italiano e ladino. Per le forze autonomiste questo assetto rappresenta il quadro di riferimento istituzionale; per gli indipendentisti, invece, non esaurisce la domanda sul futuro politico della provincia.
