
L’Italia chiude il primo ciclo della nuova gestione Roberto Mancini con una vittoria che pesa più del semplice 3-1 sul tabellone. Al Dall’Ara di Bologna, contro una Turchia già battuta nettamente all’andata, gli Azzurri non offrono una prestazione sempre brillante, ma riescono a rimettere in piedi una partita che a tratti sembrava complicarsi. E proprio questo aspetto ha acceso il dibattito del dopo gara: da una parte gli applausi per i giovani lanciati dal ct, dall’altra qualche perplessità per le scelte iniziali e per una formazione profondamente cambiata rispetto alle ultime uscite.
Il risultato, però, racconta una parte importante della storia. Scamacca, Calafiori e Pio Esposito firmano il successo, mentre il momentaneo pareggio di Simsir costringe l’Italia a reagire. La contemporanea vittoria della Francia sul Belgio per 4-1 permette agli Azzurri di salire al secondo posto con 7 punti e di avere già la certezza del terzo posto nel girone, con la conseguente testa di serie al sorteggio delle qualificazioni europee.


Italia-Turchia, le reazioni premiano Vergara e i giovani
Uno dei nomi che più ha attirato l’attenzione nel dopo partita è quello di Vergara. Alla prima da titolare, il giovane azzurro ha mostrato personalità, energia e una certa esuberanza nella fase offensiva, accompagnandole con un lavoro importante anche quando l’Italia doveva difendersi. Una prestazione che ha trovato riscontri positivi anche nelle pagelle: Sky Sport lo ha indicato, insieme a Doumbia, tra i migliori titolari della serata.
Sui social non sono mancati quindi i complimenti. Un utente ha scritto: “Vergara, è una piacevole scoperta, mi ricorda molto Chiesa.” Un paragone certamente impegnativo, ma che fotografa l’impressione lasciata dal giocatore: accelerazioni, intraprendenza e disponibilità al sacrificio.
Anche Mancini ha valorizzato pubblicamente la prova dei nuovi arrivati. Nel commento raccolto dall’Ansa, il ct ha parlato positivamente di Vergara e Doumbia, spiegando che partite di questo tipo possono servire ai giovani per alzare il proprio livello.

Per ora 2 passi indietro rispetto alle ultime due partite dove si sono viste molte cose buone. Ci sono giocatori impresentabili (Ruggeri,Maldini su tutti) e si rischia di bruciare Romano dopo solo 5 presenze in SerieA #ItaliaTurchia
— Claudio Valeri ⭐️⭐️2️⃣1️⃣ (@tuter71) October 5, 2026
Italia-Turchia, Mancini divide: nove cambi e qualche critica
È proprio qui, però, che arriva la parte più discussa. Il ct ha cambiato nove undicesimi della formazione rispetto alla partita contro la Francia, confermando soltanto Donnarumma e Bastoni. Una scelta che ha inevitabilmente riaperto il dibattito sulla gestione della squadra proprio nel momento in cui l’Italia aveva iniziato a trovare maggiore continuità.
La critica più netta arrivata sui social punta proprio sulla rivoluzione dell’undici iniziale: “finalmente avevamo trovato degli abbinamenti in campo che stavano funzionando ma Mancini ha avuto la brillante idea di cambiare il 90% della formazione proprio adesso che dobbiamo fare punti preziosi”.
Una posizione minoritaria rispetto alla lettura complessivamente positiva della serata, ma significativa perché mette in evidenza il principale interrogativo lasciato dalla partita. L’Italia ha vinto, ha segnato tre gol e ha conquistato una posizione molto interessante nel girone, ma nel primo tempo ha faticato a costruire gioco e a trovare ritmo. L’ampio turnover ha inevitabilmente modificato automatismi e intese, soprattutto in mezzo al campo e sulle fasce.
Eppure, anche questa scelta ha prodotto indicazioni utili. Romano, Doumbia e Vergara hanno avuto spazio dal primo minuto, mentre dalla panchina sono entrati giocatori capaci di cambiare il volto della gara, a cominciare da Calafiori e Pio Esposito. È una delle ragioni per cui il giudizio su Mancini resta largamente positivo: il ct sta utilizzando questa fase per allargare il gruppo e capire su quali giocatori costruire il futuro.
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