
Nuovo affondo di Elly Schlein contro Giorgia Meloni, ma le parole della segretaria del Partito democratico sulla data delle prossime elezioni sollevano una questione istituzionale tutt’altro che secondaria. Nel corso della Festa annuale del Foglio, ospitata a Palazzo Vecchio, a Firenze, la leader dem ha invocato il ritorno alle urne, criticando la presidente del Consiglio per non aver chiarito quando gli italiani saranno chiamati a votare. Un passaggio che ha acceso il dibattito sulle prerogative costituzionali relative allo scioglimento delle Camere.
«Penso che prima si va a votare e meglio è per il Paese», ha dichiarato Schlein, puntando il dito contro l’andamento dell’economia italiana. «Se guardiamo i dati della crescita siamo in coda ai Paesi del G20». La segretaria del Pd ha poi contestato a Meloni l’assenza di indicazioni sulla data del voto, sostenendo che questa incertezza rappresenterebbe anche un elemento di divisione all’interno della maggioranza di centrodestra.

Il punto controverso riguarda però proprio il ruolo attribuito alla premier. La decisione di sciogliere le Camere non spetta infatti al presidente del Consiglio, ma al presidente della Repubblica, secondo quanto previsto dall’articolo 88 della Costituzione. Il capo dello Stato può procedere allo scioglimento, sentiti i presidenti delle due Camere. La data delle elezioni viene poi fissata attraverso gli atti istituzionali previsti dall’ordinamento. La premier, dunque, non può decidere autonomamente di indire nuove elezioni.
La distinzione non è soltanto formale: in Italia il calendario elettorale dipende dalle procedure costituzionali e dalle eventuali decisioni di scioglimento anticipato del Parlamento. In assenza di una crisi che conduca a elezioni anticipate, il voto politico si svolge normalmente alla scadenza della legislatura. Per questo, attribuire direttamente a Meloni la responsabilità di stabilire quando si tornerà alle urne rischia di confondere le prerogative del governo con quelle del Quirinale.
Nel suo intervento alla Festa del Foglio, Schlein ha comunque assicurato che il centrosinistra si farà trovare pronto in qualsiasi momento. «In qualsiasi momento ci faremo trovare pronti e quello che è sicuro è che saremo uniti», ha affermato, rivendicando la necessità di presentare un’alternativa compatta all’attuale maggioranza. Un messaggio rivolto tanto agli avversari politici quanto alle diverse anime della coalizione progressista.
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