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“Hanno distrutto tutto”. Garlasco, clamorosa scoperta: così cambia tutto

Nel caso Garlasco, a quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, torna al centro dell’attenzione una traccia rilevata vicino alla scala dell’abitazione di via Pascoli. L’impronta 33, oggi oggetto di nuovi accertamenti, è legata anche a un passaggio che la Procura di Pavia intende chiarire: la distruzione di alcuni reperti genetici liquidi prima dell’autorizzazione del pubblico ministero.

La vicenda, emersa nel corso del Tg1, riporta i riflettori su materiali che avrebbero potuto assumere rilievo nell’attuale quadro investigativo. A intervenire è stato il comandante generale dei carabinieri, Salvatore Luongo, che ha ribadito la necessità di verificare eventuali responsabilità individuali senza mettere in discussione il lavoro complessivo del Ris.

Immagine d’archivio sul caso del delitto di Garlasco

Garlasco e impronta 33: i reperti genetici distrutti nel 2016

Secondo quanto ricostruito dal Tg1, nel 2016, anno nel quale furono avviate indagini anche su Andrea Sempio, l’ex capitano del Ris Alberto Marino avrebbe disposto la distruzione di alcuni reperti senza il preventivo assenso della Procura.

Si tratterebbe di soluzioni liquide contenenti materiale genetico relativo all’impronta 33, individuata sulla parete accanto alla scala dove venne trovato il corpo di Chiara Poggi. La traccia è tornata di recente al centro dell’inchiesta perché i pubblici ministeri l’hanno attribuita ad Andrea Sempio.

Il punto delicato riguarda la tempistica. I reperti liquidi sarebbero stati eliminati nel 2016, mentre l’autorizzazione alla distruzione sarebbe arrivata soltanto nel 2022, sei anni più tardi. È proprio su questa discrepanza che la Procura di Pavia intende fare luce, valutando se quel materiale avrebbe potuto essere utile agli approfondimenti svolti negli ultimi mesi.

La ricostruzione non definisce, da sola, conseguenze investigative né responsabilità accertate. Resta però un elemento che impone verifiche, in una vicenda giudiziaria segnata da esami, atti e reperti che continuano a essere riletti alla luce delle nuove indagini.

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