
Stephanie e il secondo episodio prima del ritorno in hotel
La disavventura, però, non era ancora finita. Dopo aver camminato per alcuni chilometri, Stephanie ha incrociato l’auto di una guardia giurata con i lampeggianti accesi. Utilizzando un’app di traduzione sul telefono è riuscita a spiegare quanto era accaduto e l’uomo si è offerto di accompagnarla fino al suo alloggio, avvisando anche il proprio superiore.
Secondo il racconto riportato da Il Messaggero, durante il tragitto la situazione è nuovamente degenerata. «Si è fermato in un vicolo e ha insistito per tradurre dal mio telefono. “Alla fine gli ho dato il telefono quando si è fermato e lui ha digitato: ‘Cosa farai per me se ti accompagno a casa?’ Così ho fatto la stessa cosa. La portiera era aperta e sono corsa in un vigneto».
Dopo essere riuscita a scappare anche questa volta, Stephanie ha raggiunto il suo hotel nascondendosi ogni volta che vedeva dei fari in lontananza. Per precauzione si è fermata anche ad alcuni distributori automatici per acquistare da bere, così che eventuali transazioni potessero essere tracciate. Il giorno successivo, ha raccontato, ha “pianto tutto il giorno dopo” prima di ritrovare il gruppo di kitesurf.
La 36enne ha voluto precisare che quanto accaduto non rappresenta, a suo giudizio, un problema riconducibile agli italiani. «Non è assolutamente una cosa tipica degli italiani», ha affermato, spiegando che l’uomo che l’aveva allontanata dal locale era un espatriato europeo. Ha poi aggiunto: «Purtroppo, a me e a molte mie amiche sono capitate cose ben peggiori qui in Australia. Vorremmo poter dire che si tratta di un problema limitato ad altri Paesi, ma i tassi di violenza domestica e il numero di donne uccise in Australia dimostrano che non siamo al sicuro nemmeno qui». Infine ha spiegato di aver accantonato, almeno per il momento, il progetto di acquistare una casa in Italia: «Non credo che andrò in Italia per lavorare a un progetto, a meno che non ci sia qualcuno con cui condividerlo.»