La tregua e la nuova dichiarazione: “A seguito di queste ultime ore di grande tensione”
All’indomani dell’annuncio di una tregua temporanea sostenuta anche dal Pakistan, il Pontefice è tornato sul tema sottolineando il valore dell’iniziativa. “A seguito di queste ultime ore di grande tensione per il Medio Oriente e per tutto il mondo accolgo con soddisfazione e come segno di viva speranza l’annuncio di una tregua immediata di due settimane”.
Il riferimento alla tregua ha rappresentato un’apertura sul piano del linguaggio, ma non avrebbe modificato le divergenze che, secondo le ricostruzioni, si sarebbero consolidate nelle settimane successive.

Pressioni e colloqui riservati: cosa riferisce The Free Press
Secondo quanto riportato da The Free Press, un incontro riservato avvenuto a gennaio avrebbe mostrato un clima di forte pressione nei confronti del Vaticano. Nel colloquio sarebbe stato coinvolto il sottosegretario alla Difesa Elbridge Colby, con richieste descritte come non accettabili dalla Santa Sede.
Nella ricostruzione, sarebbe stato evocato anche il precedente del Papato di Avignone, periodo storico in cui i pontefici furono subordinati al potere politico francese. Il riferimento avrebbe assunto, sul piano diplomatico, il valore di un avvertimento legato al tema dell’autonomia della Chiesa.
Il ruolo del nunzio e la risposta del Vaticano sulla sovranità
Il messaggio, indirizzato anche al nunzio apostolico Christophe Pierre, sarebbe stato interpretato come un segnale di aspettativa: un allineamento pieno della Chiesa cattolica alla linea dell’amministrazione Trump, facendo leva sulla posizione di forza degli Stati Uniti.
La diplomazia vaticana, secondo la stessa ricostruzione, avrebbe respinto l’impostazione, ritenendo che simili richieste potessero incidere sull’indipendenza universale del soglio pontificio.
**Visita negli Stati Uniti** sospesa: la scelta di **Papa Leone XIV**
Le conseguenze del confronto si sarebbero riversate anche sul piano simbolico. Papa Leone XIV, primo pontefice statunitense e originario di Chicago, avrebbe deciso di congelare la visita ufficiale negli Stati Uniti prevista in occasione delle celebrazioni nazionali per il 250° anniversario.
La decisione viene letta come una risposta alle pressioni descritte: la Santa Sede non intende, in questo quadro, associare la presenza del Pontefice a un contesto interpretato come politicamente condizionato.

Le reazioni: Pentagono e ipotesi di mediazione di JD Vance
Sul fronte statunitense, il Pentagono avrebbe ridimensionato la portata del confronto, descrivendo l’incontro come un passaggio “rispettoso”. Parallelamente, il vicepresidente JD Vance avrebbe indicato l’intenzione di valutare margini di dialogo, annunciando un possibile contatto diretto con il cardinale Pierre per esaminare una via di ricomposizione.
Le ultime parole da Castel Gandolfo: “inaccettabili”
A rendere ancora più netta la posizione del Pontefice sono state infine le dichiarazioni pronunciate lasciando Castel Gandolfo, con una condanna esplicita delle minacce di voler cancellare la civiltà iraniana, definite senza mezzi termini “inaccettabili”.
Nel quadro delineato, la vicenda apre interrogativi sul futuro delle relazioni tra Stati Uniti e Vaticano, in un momento in cui la Santa Sede ribadisce una linea fondata sul dialogo e sul rifiuto di pressioni esterne.