
Pensioni news. Il Governo è al lavoro per una manovra sulle Pensioni. È stato uno dei cavalli di battaglia del centrodestra in campagna elettorale e adesso sono chiamati a dare una risposta agli italiani. La Meloni sta valutando diverse ipotesi, ma ecco alla fine quale potrebbe prevalere. (Continua…)
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Pensioni, le ultime news dal Governo
Il governo Meloni è al lavoro per apportare modifiche decisive alla riforma delle pensioni. È stato uno dei cavalli di battaglia del centrodestra in campagna elettorale e adesso il popolo si aspetta una risposta. Il Governo ha al vaglio diverse ipotesi. Innanzitutto Quota 41, sostenuta soprattutto dalla Lega, che permetterebbe di dire addio al lavoro con 41 anni di contributi a prescindere dall’età. Sarebbe una bella notizia per tutti coloro che hanno iniziato a lavorare da giovanissimi, potrebbero trovarsi in breve tempo in pensione. Vanno però fatti due conti: secondo le stime dell’Inps questa misura potrebbe costare più di 4 miliardi solo nel primo anno di attivazione e poi crescerebbe fino a toccare i 75 miliardi in dieci anni. Il costo sarebbe dunque troppo alto per le casse dello Stato. Quota 41 – come riporta il Corriere della Sera – potrebbe slittare al 2025.
In ogni caso, il governo Meloni vorrebbe evitare il ritorno alla legge Fornero, che prevede il pensionamento a 67 anni con 41 o 42 anni di contributi. Non è escluso, però, che si continui a parlarne, visto che l’ipotesi è caldeggiata anche dalla Lega. Tra le varie ipotesi, però, alla fine potrebbe spuntare Quota 103, misura introdotta dal governo Draghi. (Continua dopo la foto…)
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Cos’è Quota 103
Il Governo Meloni valuta le varie ipotesi sul tema pensioni, ma alla fine potrebbe essere prolungata di un altro anno Quota 102, misura introdotta dal governo Draghi, che prevede l’uscita dal lavoro a 62 anni con 41 anni di contributi. Il problema, come sempre, sarebbe rappresentato dalle coperture. In mancanza di un accordo, però, dovrebbe essere quasi certa la proroga di Quota 103 con l’opzione di pensionamento anticipato. Secondo le previsioni dell’Ufficio parlamentare di bilancio, nel 2023 potrebbe interessare poco più di 41 mila lavoratori. E si tratterebbe soprattutto di chi ha lavori garantiti e stabili.
