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“Raffiche a 130 km/h!”. Uragano devastante: bilancio pesantissimo

Piogge intense, allagamenti e pericolo frane

Il vento non rappresenta l’unica minaccia collegata all’Uragano Lowell. Su Kauai gli accumuli di pioggia potrebbero raggiungere i 60 centimetri, un quantitativo che aumenta il rischio di allagamenti nelle zone più basse e di dissesti nelle aree collinari o montuose. Piogge significative sono previste anche su Oahu, Maui e Big Island.

Le precipitazioni intense possono avere effetti prolungati, soprattutto quando il terreno ha già assorbito grandi quantità d’acqua. Il rischio riguarda l’innalzamento dei corsi d’acqua, gli allagamenti improvvisi e possibili frane lungo pendii e strade. Si tratta di fenomeni che non dipendono esclusivamente dalla vicinanza del ciclone e possono manifestarsi anche in una fase successiva.

Le autorità hanno pertanto mantenuto l’attenzione sulle aree più vulnerabili, invitando i residenti a seguire gli aggiornamenti ufficiali e le indicazioni di protezione civile. In caso di piogge molto intense, la prudenza è particolarmente importante nei pressi di corsi d’acqua, sottopassi, strade costiere e zone interessate da precedenti cedimenti.

Il governatore delle Hawaii, Josh Green, aveva disposto per martedì la chiusura delle scuole e degli uffici pubblici nelle tre isole maggiormente interessate dalle condizioni meteorologiche. Il provvedimento era stato adottato per ridurre gli spostamenti durante la fase più critica e consentire alle amministrazioni di concentrare risorse e personale sulla gestione dell’emergenza.

La sospensione delle attività pubbliche e scolastiche rappresenta una misura adottata nelle situazioni in cui vento, pioggia e condizioni della viabilità possono aumentare i rischi per la popolazione. Nel caso di Kauai, la presenza di blackout diffusi e il blocco dei collegamenti aerei hanno reso ancora più evidente la necessità di limitare le attività non essenziali.

L’episodio arriva a poche settimane dal passaggio della tempesta tropicale Lala, che aveva già provocato frane, danni o distruzioni a circa 100 abitazioni e diffuse interruzioni dell’elettricità. La successione ravvicinata di eventi meteorologici intensi rende più complessa la gestione delle conseguenze, perché alcune aree e infrastrutture potrebbero trovarsi ancora in fase di ripristino.

Le mareggiate raggiungono la California meridionale

Gli effetti del maltempo nel Pacifico non si sono limitati alle Hawaii. Sulla costa della California meridionale prosegue infatti l’ondazione collegata ai resti dell’Uragano Marie, sistema ormai indebolito e non più classificato come tempesta tropicale, ma ancora in grado di influenzare le condizioni marine lungo la costa.

Secondo il National Hurricane Center, il sistema continua a produrre una forte ondazione lungo la Baja California e la California meridionale. Il declassamento di un ciclone non comporta necessariamente la fine dei rischi: le onde generate in precedenza possono propagarsi per lunghi tratti di oceano e raggiungere le coste anche quando la perturbazione ha perso le sue caratteristiche tropicali.

Le autorità hanno segnalato il pericolo di mareggiate potenzialmente letali e di forti correnti di risacca, condizioni destinate a persistere per diversi giorni. Le correnti possono trascinare al largo bagnanti e surfisti, mentre le onde più alte possono raggiungere improvvisamente moli, scogliere e tratti di spiaggia normalmente frequentati.

A Malibu, nella mattinata di martedì, la forza del mare ha provocato il cedimento di una parte del vialetto di accesso a un’abitazione costruita su piloni e affacciata sull’oceano. Il crollo ha determinato la formazione di una voragine, confermando l’impatto che l’erosione e le mareggiate possono avere sulle strutture situate in prossimità della costa.

La situazione lungo il litorale californiano resta quindi soggetta a monitoraggio, nonostante l’indebolimento di Marie. Il moto ondoso può mantenersi pericoloso anche in assenza di precipitazioni o vento intenso sulla costa, motivo per cui gli avvisi relativi alle condizioni marine assumono un ruolo centrale nella prevenzione di incidenti.

Emergenza ancora sotto osservazione

Il passaggio di Lowell alle Hawaii e gli effetti residui di Marie in California delineano un quadro di criticità distribuito su un’ampia area del Pacifico. A Kauai, il lavoro prioritario riguarda il ripristino della corrente, la pulizia delle strade, la verifica delle infrastrutture danneggiate e l’assistenza alle persone costrette a lasciare temporaneamente le proprie abitazioni.

La revoca degli avvisi di uragano rappresenta un segnale del progressivo allontanamento della parte più intensa della perturbazione, ma non elimina i pericoli connessi alle piogge. Il rischio di allagamenti e frane resta infatti presente finché le precipitazioni continueranno a interessare le isole e finché il terreno non avrà smaltito l’acqua accumulata.

Nelle prossime ore, l’evoluzione dipenderà soprattutto dall’intensità delle fasce di pioggia residue e dalla capacità dei servizi locali di riparare i danni provocati dal vento. Le autorità continueranno a seguire le previsioni, a controllare le aree più esposte e a fornire indicazioni alla popolazione in base alle condizioni effettive sul territorio.

Per le Hawaii, l’emergenza causata dall’Uragano Lowell resta dunque legata non soltanto alle raffiche fino a 130 km/h, ma anche alle conseguenze successive: blackout, collegamenti interrotti, danni lungo la costa e possibili fenomeni di dissesto. La priorità rimane garantire la sicurezza dei residenti e riportare gradualmente alla normalità i servizi essenziali.

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