
Il trasferimento da Ciampino al Policlinico Gemelli
Una volta posizionata davanti alla scaletta dell’aereo, l’ambulanza ha consentito il passaggio diretto del paziente dal velivolo al mezzo di soccorso. Il personale sanitario ha effettuato le procedure necessarie sulla pista, quindi il veicolo ha lasciato l’aeroporto accompagnato da un’auto della polizia. L’intera fase successiva all’atterraggio sarebbe durata circa 15 minuti.
La destinazione era il Gemelli di Roma, struttura nella quale Di Battista è stato preso in carico dai medici italiani. Il trasferimento rappresenta l’avvio di una nuova fase assistenziale, dopo quasi due settimane trascorse in ospedale a Cuba. Nella capitale proseguiranno il monitoraggio delle sue condizioni, la convalescenza e il percorso di riabilitazione successivo all’operazione.
Non sono stati diffusi ulteriori dettagli clinici sulle condizioni dell’ex parlamentare al momento dell’arrivo. Le informazioni rese note riguardano soprattutto la complessità logistica del rimpatrio sanitario, organizzato per assicurare continuità nelle cure dopo il decorso post-operatorio affrontato all’Avana.
Il trasferimento protetto si è reso possibile solo dopo che i medici avevano ritenuto compatibile il viaggio con il quadro sanitario. In situazioni di questo tipo, il trasporto aereo richiede infatti assistenza specialistica e modalità di volo calibrate sulle esigenze del paziente, soprattutto dopo un intervento delicato e un ricovero prolungato.
Il malore durante il reportage a Cuba
La vicenda era iniziata il 28 agosto, quando Alessandro Di Battista si trovava a Cuba per la realizzazione di un reportage destinato a il Fatto Quotidiano. Durante il soggiorno era stato colpito da un forte mal di testa, un episodio che aveva reso necessario il primo ricovero nell’ospedale di Santa Clara, la struttura più vicina alla zona in cui si trovava.
In seguito, viste le necessità assistenziali, Di Battista era stato trasferito all’ospedale Hermanos Ameijeiras dell’Avana. Si tratta della struttura nella quale è stato poi seguito nelle fasi più delicate del ricovero. Il passaggio nella capitale cubana aveva permesso di proseguire gli accertamenti e di valutare gli interventi necessari.
Un primo piano per il rientro in Italia era stato programmato per il 4 settembre. Quel trasferimento, tuttavia, non era potuto avvenire a causa di un improvviso peggioramento delle condizioni di salute. I sanitari avevano quindi deciso di intervenire direttamente a Cuba con un’operazione neurochirurgica d’urgenza.
L’intervento era riuscito e, nei giorni successivi, il decorso dopo l’operazione era stato descritto come favorevole. Soltanto dopo questa fase, e dopo le valutazioni sul quadro clinico, è stato possibile definire il nuovo piano di rimpatrio. Il ritorno con aeroambulanza è stato quindi organizzato tenendo conto delle indicazioni mediche e della necessità di un trasporto assistito.
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