
Salvini e Tajani contro il voto anticipato: Lega e Forza Italia chiedono tempo
Il fronte più esplicito contro le elezioni anticipate è quello composto da Lega e Forza Italia. Le due forze della coalizione partono da esigenze differenti, ma convergono sulla necessità di non accorciare la legislatura.
Salvini ha escluso interpretazioni alternative: «Per quello che mi riguarda, si vota a fine legislatura, l’autunno del 2027 è la scadenza naturale». Il vicepremier e leader della Lega ha inoltre ridimensionato il peso del dibattito elettorale, richiamando l’attenzione sulle questioni che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini.
Anche Forza Italia indica la stessa direzione. Raffaele Nevi, portavoce nazionale del partito e vicino a Tajani, sostiene che la legislatura debba arrivare alla sua naturale conclusione. Per gli azzurri, il passaggio prioritario è la prossima manovra economica, con misure rivolte a ridurre la pressione fiscale per le famiglie, contrastare l’inflazione e sostenere la competitività delle imprese.
Contrario a un voto tra maggio e giugno anche Maurizio Lupi. Il leader di Noi Moderati chiede che il governo concentri il proprio lavoro sui dossier economici e sulle risposte attese dai cittadini, dai costi dell’energia fino alla questione abitativa.
Voto anticipato nel 2027, una partita ancora aperta nel centrodestra
Al momento, la posizione pubblica della maggioranza resta quella di un governo destinato a proseguire fino all’autunno del 2027. Giorgia Meloni continua a indicare quella scadenza come il traguardo della legislatura, mentre gli alleati insistono sulla necessità di completare il percorso avviato.
Resta però sullo sfondo l’ipotesi di un voto anticipato successivo alla legge di bilancio. La decisione dipenderà dai rapporti di forza nella coalizione e dalle valutazioni elettorali dei singoli partiti. Per ora il centrodestra mostra compattezza nelle dichiarazioni, ma il dibattito sulla primavera del 2027 non può dirsi definitivamente chiuso.
