
Parole che raccontano un rapporto nato dall’ammirazione e diventato, con il passare degli anni, una vera amicizia. Per Amadeus, Federico l’Olandese Volante non rappresentava soltanto un professionista da prendere come esempio, ma anche una figura capace di trasmettere entusiasmo e amore per la musica. Il conduttore ha ricordato le giornate trascorse ad ascoltare i suoi programmi e le occasioni in cui andava personalmente a osservarlo mentre lavorava in discoteca. Esperienze che hanno lasciato un segno nella sua crescita professionale e che oggi assumono un significato ancora più profondo.
Il dolore per la scomparsa dello speaker è stato condiviso anche da altri grandi protagonisti della radio e della televisione. Carlo Conti ha voluto ricordare la “straordinaria colonna sonora di quegli anni”, facendo riferimento alle trasmissioni di Radio Montecarlo che avevano accompagnato la giovinezza di moltissimi italiani. Anche Linus ha dedicato un pensiero al collega, sottolineando il fascino particolare che quelle voci radiofoniche esercitavano sui ragazzi degli anni Settanta. In un periodo in cui la radio rappresentava una finestra privilegiata sul mondo della musica internazionale, Federico era riuscito a distinguersi grazie alla sua personalità e a uno stile che appariva moderno e originale.

Particolarmente commovente è stato anche il messaggio diffuso dai figli, che hanno voluto ricordare soprattutto l’uomo dietro il personaggio pubblico. Nelle loro parole emerge il ritratto di una persona indipendente, curiosa e profondamente libera, capace di vivere seguendo le proprie passioni. Per loro, al di là della notorietà e dei successi professionali, Federico rimaneva “semplicemente nostro papà: unico, inimitabile”. Un ricordo accompagnato da una frase che sembra racchiudere perfettamente la sua filosofia di vita: “The show must go on”.
La storia di Federico l’Olandese Volante comincia lontano dall’Italia. Nato il 19 aprile 1950 a Deventer, nei Paesi Bassi, Frederik Van Stegeren trascorse buona parte dell’infanzia e della giovinezza sulle rive del lago di Garda. Suo padre aveva infatti aperto un villaggio turistico a Torbole, un ambiente internazionale che contribuì ad alimentare la sua curiosità e la sua naturale predisposizione alla comunicazione. Il primo incontro con il microfono arrivò quando aveva appena diciassette anni, a Riva del Garda, dove gli venne affidata la conduzione dell’elezione di Miss Lago di Garda. Fu una delle prime esperienze di un percorso destinato a portarlo molto lontano.
