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“Ucciso nell’attacco”. Guerra, l’annuncio è appena arrivato

Nuova escalation nel conflitto in Medio Oriente. L’esercito israeliano, Israel Defense Forces, ha annunciato di aver condotto nella notte una serie di attacchi mirati a Beirut, colpendo strutture legate all’associazione ‘Al-Quard al-Hasan’, considerata il braccio finanziario di Hezbollah. Secondo quanto dichiarato, queste strutture sarebbero utilizzate per sostenere economicamente le attività militari del gruppo, inclusi pagamenti ai combattenti e operazioni considerate terroristiche.

L’operazione ha coinvolto sia l’Aeronautica militare che la Marina israeliana, che hanno preso di mira anche centri di comando della divisione ‘Imam Hussein’ nel sud del Libano. Sempre secondo l’Idf, sono state adottate misure per limitare i danni ai civili, tra cui l’uso di munizioni di precisione e avvisi preventivi alla popolazione.

Beirut sotto le bombe: sale il bilancio delle vittime

Il prezzo degli attacchi è però pesante. Il ministero della Sanità libanese ha confermato che i raid nel centro di Beirut hanno causato almeno 12 morti e 41 feriti, colpendo quartieri densamente popolati. Le immagini provenienti dalla capitale mostrano edifici danneggiati e scene di panico tra i residenti, mentre i soccorsi continuano a lavorare tra le macerie.

La situazione resta estremamente tesa anche nel sud del Libano, dove l’Idf ha ordinato l’evacuazione dell’area a sud del fiume Zahrani. L’esercito ha invitato la popolazione ad allontanarsi da obiettivi legati a Hezbollah, sottolineando il rischio per chi si trova vicino a strutture o militanti del gruppo.

Raid in Iran: ucciso il ministro Esmaeil Khatib

Ma l’elemento più clamoroso arriva dall’Iran. Secondo fonti riportate da media internazionali, un raid israeliano avrebbe colpito direttamente il territorio iraniano, portando alla morte del ministro dell’Intelligence Esmaeil Khatib.

L’operazione, avvenuta durante la notte, sarebbe stata mirata proprio all’eliminazione del vertice dell’intelligence iraniana. La notizia, se confermata ufficialmente da Teheran, rappresenterebbe un salto di livello nel conflitto, con conseguenze potenzialmente imprevedibili sull’intero equilibrio regionale.

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