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“Dritto e Rovescio”, lite in diretta Tv tra Paolo Del Debbio e la giornalista Yulia Vityazeva

Ieri sera, 12 Maggio 2022, su Rete 4 è andata in onda una nuova puntata di Dritto e Rovescio, il programma di approfondimento condotto da Paolo Del Debbio. Nel corso della serata tra i temi principali la guerra in Ucraina scatenata dall’invasione russa. Ad un certo punto il pubblico da casa ha assistito ad una lite in diretta tra il padrone di casa di Dritto e Rovescio, Paolo Del Debbio, e una new-entry del filo-putinismo in Italia, ossia la giornalista russa Yulia Vityazeva, cronista dell’agenzia Newsfront. Vediamo nel dettaglio cos’è accaduto nello studio televisivo. (Continua a leggere dopo la foto)

“Dritto e Rovescio”, lite in diretta Tv tra Paolo Del Debbio e la giornalista Yulia Vityazeva

Altissima tensione a Dritto e Rovescio, il programma condotto da Paolo Del Debbio su Rete 4. La lite tra il padrone di casa e una new-entry del filo-putinismo in Italia, la giornalista russa Yulia Vityazeva, cronista dell’agenzia Newsfront, ha lasciato il pubblico da casa senza parole. Il punto è che la Vityazeva ha criticato il fatto che tra gli ospiti nel pubblico qualcuno avesse con sé la bandiera dell’ucraina: “I vostri ospiti che stanno lì nel vostro studio con queste bandierine ucraine…”. Parole che hanno suscitato la reazione di Del Debbio, che ha immediatamente risposto: “Signora, in questo studio ci sta chi voglio io, se voglio io. Se lei ci vuole stare, ci sta. Sennò se ne va a casa. Ci vediamo dopo la pubblicità”. Ma poco prima del nero si sente il conduttore esclamare: “Ma vaff***”. Chiaro riferimento alla giornalista. (Continua a leggere dopo la foto)

Le parole di Cruciani sulla guerra in Ucraina

Giuseppe Cruciani, conduttore radiofonico de La Zanzara, durante la puntata del 12 Maggio 2022 di Dritto e Rovescio, si è dichiarato favorevole all’invio di armi all’Ucraina per affrontare il conflitto con la Russia, ma non sarà questa strategia a portare alla pace: “Io non sono così contrario all’invio delle armi, perché le armi servono a segnare la diplomazia, le armi servono a collegare la diplomazia, servono per arrivare a dei risultati. Se tu non hai armi non arrivi da nessuna parte e vieni sopraffatto […]. Il problema non sono le armi, ormai è chiaro che invieremo all’Ucraina le armi necessarie a non perdere sul terreno. Ma il punto è che al risultato si arriverà quando un signore che si chiama Joe Biden ed un altro signore che si chiama Vladimir Putin si decideranno ad un compromesso. […]. Fino a quando Biden non deciderà che è il momento di raggiungere un compromesso questa pace non ci sarà. […]”.

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