
Prima è il silenzio. Quello che arriva all’improvviso, netto, quando un contatto atteso smette di rispondere e in sala operativa qualcuno si scambia uno sguardo che non vorrebbe mai fare. Poi, nel giro di pochi minuti, scatta l’allarme: la routine si spezza, le comunicazioni si accavallano, e l’aria si riempie di frasi spezzate e procedure da seguire.
Fuori è già sera, e il buio rende tutto più difficile. Le ricerche partono con l’urgenza tipica delle emergenze vere, quelle in cui ogni secondo pesa. In mare e lungo la costa, i fari frugano l’oscurità, mentre i soccorritori si preparano al peggio. In questi casi la speranza resiste sempre, ma è una fiamma sottile, che vacilla a ogni minuto che passa.

Tragedia in cielo, 29 morti
Un aereo militare russo, un Antonov An-26, si è schiantato in Crimea. Secondo le prime ricostruzioni rilanciate dall’agenzia Tass, il velivolo avrebbe impattato violentemente contro una scogliera. Il bilancio è devastante: 29 morti, senza superstiti.

Incidenti aerei in Crimea: cosa è successo nelle ultime ore
La sequenza degli eventi, stando alle informazioni diffuse dalle autorità, inizia nel tardo pomeriggio: la torre di controllo perde il segnale intorno alle 18 (ora di Mosca). Da quel momento si mette in moto una macchina di ricerca e recupero coordinata dal Ministero della Difesa russo, con squadre inviate in un’area complessa, fatta di tratti costieri impervi e rilievi che complicano ogni spostamento.
Quando vengono individuati i rottami, il sospetto diventa certezza. L’impatto è stato talmente violento da lasciare pochissimo spazio a qualsiasi possibilità di salvezza. A bordo, secondo quanto riferito, c’erano sei membri dell’equipaggio e ventitré passeggeri: tutti hanno perso la vita.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva