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Italia, la decisione di gravina è appena arrivata. Cosa succede

Gabriele Gravina, presidente FIGC, in primo piano

La FIGC ha convocato per domani, 2 aprile, una riunione tra le principali componenti del calcio italiano. Il vertice è stato disposto dal presidente Gabriele Gravina e coinvolgerà leghe e associazioni di categoria, in un passaggio definito centrale per affrontare una fase di criticità legata ai risultati e alla credibilità del sistema.

L’iniziativa arriva in un contesto di forte pressione istituzionale e mediatica, dopo l’ennesima delusione sportiva della Nazionale, rimasta fuori dalla Coppa del Mondo per la terza volta consecutiva. La mancata qualificazione ha riaperto il confronto su governance, programmazione tecnica e sostenibilità del modello complessivo.

Chi sarà presente al tavolo decisivo

Il comunicato della FIGC prevede la presenza dei rappresentanti della Serie A, della Serie B, della Lega Pro e della Lega Nazionale Dilettanti. Accanto alle leghe, sono attese anche le associazioni che rappresentano allenatori e calciatori, con l’obiettivo di includere tutte le principali categorie coinvolte nei processi decisionali.

La scelta di riunire in un’unica sede i diversi livelli del movimento calcistico risponde alla necessità di affrontare una crisi che non riguarda soltanto i risultati della Nazionale, ma anche aspetti di gestione, sviluppo e programmazione a medio-lungo termine. In questo quadro, il confronto tra le parti è destinato a incidere sulle priorità che verranno definite nei prossimi mesi.

Contestazioni e tensione alla vigilia dell’incontro

Alla vigilia della riunione, il clima resta segnato da una forte contestazione. La sede federale, secondo quanto riportato, è stata oggetto di un lancio di uova e sono comparsi striscioni indirizzati direttamente alla presidenza di Gabriele Gravina. Si tratta di episodi che evidenziano un livello elevato di tensione e di sfiducia nel momento attuale.

La pressione non arriva soltanto dal tifo organizzato o dall’opinione pubblica, ma anche da un dibattito più ampio che coinvolge politica sportiva, dirigenze e stakeholder. In un contesto in cui il calcio mantiene una rilevanza sociale significativa, la percezione di un ciclo negativo può amplificare la richiesta di cambiamento e di chiarezza.

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