
Madre e figlia avvelenate, Bruzzone definitiva sul padre: “Cosa proprio non torna”. Tanti interrogativi restano aperti attorno alla vicenda che ha sconvolto Pietracatella, dove la morte di Antonella De Ielsi e Sara Di Vita continua a sollevare dubbi, ricostruzioni e ipotesi ancora tutte da verificare. Al centro dell’attenzione c’è la posizione di Gianni Di Vita, unico sopravvissuto al presunto avvelenamento da ricina, e finito sotto la lente degli inquirenti dopo i drammatici eventi avvenuti tra il 23 e il 24 dicembre. Un caso complesso, su cui emergono dettagli investigativi e interrogativi che non sembrano trovare una lettura univoca.

Pietracatella e il caso ricina
Secondo quanto riportato da Libero Quotidiano, il giallo di Pietracatella si concentra su due cene e un pranzo consumati tra il 23 e il 24 dicembre, poco prima del malore che si sarebbe rivelato fatale la mattina di Natale. In quel contesto familiare si sarebbe consumata la tragedia che ha coinvolto Antonella De Ielsi e Sara Di Vita, mentre Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, è rimasto l’unico sopravvissuto. L’uomo, commercialista ed ex sindaco, è stato ascoltato in questura a Campobasso per circa sette ore, mentre anche la figlia maggiore Alice, assente alla cena, è stata sentita dagli investigatori.
Il quadro ricostruito dagli inquirenti ruota attorno alla possibile esposizione alla ricina, sostanza al centro degli accertamenti tossicologici che hanno acceso l’attenzione sul caso.

La Vita in Diretta e i dubbi di Bruzzone
A rilanciare nuovi interrogativi è stata la criminologa Roberta Bruzzone, ospite della trasmissione La Vita in Diretta, che ha analizzato alcuni elementi ritenuti poco convincenti nella dinamica del presunto avvelenamento. Come riporta Libero Quotidiano, la specialista ha evidenziato una serie di incongruenze legate alla posizione dell’unico sopravvissuto.
Nel corso della trasmissione, il punto centrale della riflessione riguarda il fatto che Gianni Di Vita avrebbe manifestato sintomi simili a quelli delle vittime, ma con un esito clinico differente. Un elemento che, secondo la lettura proposta, merita ulteriori approfondimenti per chiarire la dinamica dell’accaduto e la reale esposizione alla sostanza tossica.
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