
Per decenni è stata uno dei simboli della potenza industriale europea, il marchio capace di rappresentare nel mondo la precisione e la forza della manifattura tedesca. Ora però anche il gigante dell’auto deve fare i conti con una trasformazione senza precedenti, tra crisi del mercato, concorrenza internazionale e costi sempre più difficili da sostenere.

Germania sotto choc, la leggendaria casa automobilistica licenzia e chiude fabbriche
A Wolfsburg, sede storica della nota casa automobilistica tedesca, il clima è quello di una svolta epocale. L’amministratore delegato Oliver Blume ha presentato al consiglio di sorveglianza un nuovo piano per affrontare le difficoltà del gruppo, dopo aver già ammesso nei mesi scorsi che il modello seguito per decenni non è più sufficiente.

Germania, il piano di ristrutturazione scuote il colosso dell’auto
«Il nostro modello di business, un modello di successo per decenni, oggi non funziona più. Dobbiamo farlo progredire», aveva dichiarato Blume il 18 giugno durante l’assemblea dei soci del gruppo automobilistico tedesco.
Secondo le indiscrezioni riportate dalla stampa, il progetto potrebbe prevedere una forte riduzione della capacità produttiva e una revisione profonda della gamma dei veicoli. Le ipotesi più pesanti parlano di possibili tagli fino a 100mila posti di lavoro nel mondo e della chiusura di alcuni stabilimenti, anche se diversi scenari non sono stati confermati ufficialmente dall’azienda.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva