Nel suo sfogo, Montano ha sottolineato come non si tratti di una semplice intolleranza o di una scelta alimentare, ma di una condizione potenzialmente mortale che richiede massima attenzione da parte di chi prepara e serve i pasti.

Non è la prima volta che l’ex campione si trova ad affrontare una situazione simile. Già nel 2010 era stato ricoverato dopo un episodio avvenuto a Milano Marittima, mentre nel 2015 un altro shock anafilattico lo aveva colpito dopo aver ingerito alimenti contenenti formaggio.
Questi precedenti rendono ancora più delicato il caso attuale e rafforzano l’appello dell’atleta a una maggiore consapevolezza nella ristorazione sul tema delle allergie alimentari.
Montano ha infine ringraziato il personale sanitario intervenuto e lanciato un messaggio di sensibilizzazione: le allergie, ha spiegato, devono essere trattate come una vera emergenza medica, perché un singolo errore può avere conseguenze estremamente gravi.