
Tra rivendicazioni, annunci e frecciate politiche, Giorgia Meloni torna a parlare di lavoro, salari e pensioni dal palco del Congresso della Uil. La presidente del Consiglio difende i risultati del governo, rilancia le misure per la prossima manovra e pronuncia una frase destinata ad accendere il dibattito nei rapporti con i sindacati. Sullo sfondo, il confronto con Maurizio Landini e una strategia che punta a rivendicare il dialogo con tutte le principali sigle sindacali.

Giorgia Meloni al Congresso Uil: la stoccata a Landini
Dal palco del XIX Congresso nazionale della Uil, in corso a Padova, Giorgia Meloni ha rivendicato il metodo scelto dal suo governo nei rapporti con le parti sociali. La premier ha ricordato di aver partecipato, durante il suo mandato, ai congressi delle tre principali organizzazioni sindacali italiane.
“Credo di essere l’unico presidente del Consiglio ad avere partecipato nel corso del suo mandato ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali“, ha dichiarato. Un’affermazione che molti osservatori hanno interpretato come una risposta indiretta alle posizioni espresse dalla Cgil guidata da Maurizio Landini, da tempo critica nei confronti dell’azione del governo.

Giorgia Meloni su salari, lavoro e legge di Bilancio
Tra gli annunci più rilevanti figura la volontà dell’esecutivo di confermare anche nella prossima legge di Bilancio la detassazione dei rinnovi contrattuali. La presidente del Consiglio ha spiegato di aver già affrontato il tema con i ministri Marina Calderone e Giancarlo Giorgetti, indicando questa misura come uno degli strumenti per sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori.
Nel corso dell’intervento, Meloni ha inoltre rivendicato i risultati raggiunti sul fronte dell’occupazione. Secondo quanto illustrato dalla premier, il mercato del lavoro registra il livello di occupazione più elevato mai raggiunto, mentre la disoccupazione si trova ai minimi storici. Dall’inizio della legislatura, ha aggiunto, si contano 1,2 milioni di contratti a tempo indeterminato in più, accompagnati da una riduzione delle forme di lavoro precario.
La presidente del Consiglio ha attribuito il miglioramento delle buste paga, in particolare per i redditi medio-bassi, al taglio del cuneo fiscale, misura che ha incrementato il reddito netto disponibile per molti lavoratori.
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