Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Ma è vestito da donna”. Garlasco, foto bomba di Alberto Stasi: cosa sta succedendo

La chiavetta Usb blu e la cartella “Fuerteventura”: cosa risulta agli atti

Il dubbio, secondo quanto riportato, è stato collegato al lavoro del consulente informatico della Procura, Dal Checco, che avrebbe indicato due possibili scenari: l’uso del Pc da parte di Chiara oppure l’uso da parte del fratello, da solo o con un’altra persona. In questa seconda ipotesi, è stato riferito che qualcuno avrebbe potuto fingere di essere Chiara per dialogare con Stasi e ottenere immagini intime.

L’attenzione si è quindi concentrata su una chiavetta Usb blu, attraverso la quale le foto sarebbero state trasferite sul computer: negli atti della precedente inchiesta, è stato ricordato, la pen drive risulterebbe in uso a Marco Poggi.

Marco Poggi, sentito dagli inquirenti lo scorso 6 maggio, ha ricostruito quel passaggio dichiarando: “Non era necessariamente mia, ma l’ho consegnata io. Mi ricordo di quella cartella, sono andato recentemente a rivedere le foto di Chiara che c’erano, ho visto che erano foto di una collega di Chiara. Presumibilmente quelle foto le ha salvate lei”. Sulla chiavetta, alle 14.11 del 31 agosto 2006, sarebbe stata caricata la cartella “Fuerteventura”, contenente 100 immagini della vacanza di una ragazza bionda alle Canarie. Le stesse foto, secondo quanto riferito, sarebbero state copiate la sera sul Pc di casa Poggi con il nome “Cri a Fueteventura”.

Marco Poggi, foto utilizzata nel contesto dell'approfondimento sul caso Garlasco

La foto di Stasi con intimo femminile e la contestazione di Cataliotti

In tarda serata, sempre secondo la ricostruzione presentata, Chiara avrebbe condiviso alcune immagini con Stasi e lui, come risposta, avrebbe inviato foto di sé con vestiti e intimo femminile. La vicenda è stata inquadrata come possibile dinamica privata tra fidanzati, ma è stato anche riportato che la Procura valuterebbe l’eventualità che qualcuno possa aver ingannato Alberto fingendosi Chiara, con una conseguente violazione della sua privacy.

Su questa lettura è intervenuto Cataliotti, che ha contestato l’impostazione attribuita al consulente: “Dal Checco sbaglia, come capita spesso i tecnici si occupano dell’incarico solo della loro materia, senza guardare altro. Lui doveva mischiare quel dato con quelli tecnici, così da avere la risposta”.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure