Il sondaggio consente anche di osservare gli equilibri relativi all’opposizione e alle altre aree politiche. Nel centrosinistra si registrano oscillazioni più limitate rispetto a quelle che coinvolgono la maggioranza: il Partito Democratico si conferma seconda forza con il 22% (meno 0,2), mentre il Movimento 5 Stelle viene stimato al 12% (meno 0,1). La dinamica, pur segnando un lieve arretramento, non modifica le posizioni principali.

L’avanzata di Alleanza Verdi e Sinistra e il confronto con la Lega
Tra i dati più significativi della rilevazione figura la crescita di Alleanza Verdi e Sinistra, indicata al 6,6%. La percentuale consente alla lista di superare la Lega nelle intenzioni di voto misurate dal sondaggio, elemento che segnala un riequilibrio nel peso relativo tra alcune forze politiche di dimensione medio-piccola.
Nonostante le difficoltà registrate dal centrodestra, il sondaggio non evidenzia, nello stesso intervallo, un incremento proporzionalmente rilevante per le principali forze del cosiddetto campo progressista. La crescita di AVS risulta netta, ma nel quadro generale il dato non si traduce automaticamente in un rafforzamento complessivo dell’area di opposizione.
I partiti centristi: variazioni e posizionamenti
Nell’area centrista e liberal-democratica emergono segnali di incremento per più soggetti. Azione viene stimata al 3,4%, mentre Italia Viva sale al 2,5%. Anche +Europa è in aumento e raggiunge l’1,3%. Le variazioni risultano contenute, ma indicano movimenti che, nel tempo, possono incidere sull’assetto complessivo di questa area politica.
Per quanto riguarda le forze minori, Partito Liberaldemocratico e Ora si collocano intorno all’1%. Noi Moderati chiude invece allo 0,8%. Nel loro insieme, questi dati descrivono un segmento frammentato, caratterizzato da percentuali ridotte e da oscillazioni spesso legate alla visibilità mediatica e alla capacità di mobilitazione nel breve periodo.
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